Mercoledì 18 Marzo 2009

Il falco in pugno
Trinchero cerca adepti

GRANDOLA ED UNITI - (Gp. R.) - I falchi lo fanno sognare, ma al momento opportuno sa diventare anche realista. «Creare un’associazione falconieri del Lario è un obiettivo che non abbandono - dice Elio Trinchero, insegnante del Vanoni che ha scelto di vivere nella quiete di Grona - . Ci vorrà tempo, però: nel territorio ci sono tanti appassionati cacciatori, ma la caccia col falco è tutt’altra cosa, che richiede un amore smisurato per la natura e un approccio quasi mistico con la disciplina». È una caccia diversa, basata innanzitutto sull’addestramento dei rapaci, e Trinchero, maestro falconiere, uno dei pochi in Italia che riesce a tenere al pugno il falcone senza guanto, starebbe delle ore a parlare di un’arte millenaria che sopravvive ormai solo grazie a pochi interpreti: «Addestrare e gestire un falco è qualcosa di coinvolgente, che educa al rispetto della natura. Si comincia richiamando l’animale al pugno; la preparazione prosegue di pari passo con la conoscenza delle sue abitudini e, alla fine, si crea con lui un rapporto di simbiosi: vedere il proprio falcone che si getta in picchiata sulla preda superando i 200 chilometri l’ora con le ali chiuse è un’emozione impagabile». Trinchero, in questi anni, ha saputo suscitare parecchia curiosità e lo scorso anno, in occasione di un’apposita serata organizzata alla casa della riserva Lago di Piano, una nutrita schiera di grandi e piccini ha ascoltato a bocca aperta i segreti della falconeria e osservato da vicino falchi addestrati. Più difficile è fare proseliti, anche se la passione è tale che il maestro mai rinuncerebbe a portare avanti la sua filosofia dell’approccio diretto con la natura, che l’ha portato a diventare anche un abile arciere.
«Falco e arco ci riportano indietro di millenni, a un rapporto con la caccia più puro e rispettoso. Sarei ben felice di andare nelle scuole a parlare di queste arti, in modo particolare della falconeria, che può insegnare anche il senso di appartenenza a un territorio. Per adesso ho avuto solo un contatto con un campeggio della zona per delle dimostrazioni, ma occorre avere pazienza. A Canzo, Seveso ed Olgiate Comasco si svolgono tuttora degli spettacoli di falconeria nell’ambito di rievocazioni storiche: è anche quello un modo per avvicinare la gente a un’arte che è andata quasi scomparendo e anche da noi, magari nell’ambito della mostra zootecnica, si potrebbe ideare qualcosa del genere».

a.savini

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