Sabato 09 Maggio 2009

Casinò di Campione:
l'ombra del riciclaggio

CAMPIONE D'ITALIA - Dalle casse del Comune a tre conti correnti di altrettante banche londinesi, e da qui verso l’ignoto. L’ombra del riciclaggio si allunga sul casinò di Campione d’Italia, sviluppo inatteso dell’inchiesta chiusa in questi giorni dalla Procura della Repubblica di Como sui compensi liquidati al promoter milanese Gianni Muciaccia, compagno della cantante Jo Squillo nonché direttore artistico della casa da gioco tra il 2004 e il 2005. Due le ipotesi di reato contenute negli avvisi di conclusione delle indagini: riciclaggio e peculato, che il pm Mariano Fadda contesta, a vario titolo, allo stesso Muciaccia, all’ex sindaco Roberto Salmoiraghi, all’ex amministratore delegato Domenico Tuosto e a Mattia Penza, responsabile di una fiduciaria luganese coinvolta nella movimentazione, molto sospetta, di circa un milione di franchi transitati dai suoi conti. L’indagine aveva preso il via dalla provvidenziale ispezione che il ministero dispose nel 2004 (la stessa da cui sono poi derivati i cinque decreti di citazione della procura della Corte dei conti per un presunto danno erariale da cinque milioni di euro): tre milioni di franchi svizzeri erano passati dal Comune al casinò, su richiesta di Tuosto, per finire apparentemente nelle tasche di Muciaccia, incaricato dell’organizzazione di una serie di eventi e serate di richiamo. Irichiami furono soprattutto quelli del collegio dei revisori dei conti, che contestarono il metodo di assegnazione di questo pseudo appalto. Scrissero che per contratti di rilevante importo era «necessario evitare di operare "intuitu personae"», scegliendo da soli questa o quella società e che «in particolare quando la spesa è coperta dal Comune» doveva «essere applicata una procedura di massima trasparenza e pubblicità». Di quei franchi, invece, si persero le tracce. A sentire la Procura, che in questi giorni ha ricevuto l’esito di un accertamento bancario richiesto per rogatoria in Inghilterra, almeno uno di quei tre milioni passò dalla finanziaria luganese per essere subito trasferito in Gran Bretagna e sparire nel nulla. Pare che 24 ore dopo essere stati bonificati oltre Manica - in tranche diverse e in tempi successivi - i franchi prendessero subito il volo verso altri lidi, "paradisi" tuttora sconosciuti. Paolo Moretti Stefano Ferrari

m.schiani

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