Venerdì 22 Maggio 2009

Alberghi o resort 5 stelle
nell'abbazia dell'Acqufredda

LENNO L’abbazia dell’Acquafredda a un anno e mezzo dalla partenza dell’amatissimo Padre Odorico e delle Ancelle del Signore, presenta le finestre aperte in quanto all’interno si è insediata una comunità che si occupa della conservazione e delle piccole manutenzioni, ma ha perso la spiccata connotazione di centro di spiritualità conosciuto e apprezzato in tutta Italia e anche all’estero.
Da una parte c’è la proprietà rappresentata dai frati minori cappuccini intenzionata ad alienare l’immobile e le aree annesse per 15mila metri quadrati e dall’altra si pone il sindaco Giovanni Botta che esterna «grosse preoccupazioni per il futuro dell’immobile dal momento che da un po’ di mesi a questa parte sono svanite alcune tra le più apprezzabili proposte di ripristino delle attività culturali, religiose e formative e, per contro continuerebbero a farse avanti privati con il proposito di trasformare l’abbazia in un albergo di lusso o in qualcosa di simile, una soluzione che in tutti i casi richiederebbe una modifica della destinazione stabilita nello strumento urbanistico lennese».
«Mi risulta che al momento ci sia un’opzione da parte di un gruppo di frati trappisti – dichiara il primo cittadino – ma ci sono forti spinte rivolte a insediare  un centro ricettivo diverso da quello che avevamo a Lenno fino al 2007. Occorrerà seguire molto da vicino l’evolversi della situazione».
Giovanni Botta ha riproposto la candidatura alle prossime elezioni amministrative e annuncia la volontà di seguire le vicende dell’Acquafredda con rigore.
Altrettanto ferma è la posizione della candidata Guglielmina Botta, leader della lista «Vivere Lenno», la quale promette che «si farà di tutto per garantire il mantenimento della struttura quale essa è».
L’altro candidato sindaco, Mario Pozzi, intende «ripristinare il polo religioso con recettività culturale e formativa, ma senza insediamento di un vero e proprio albergo e utilizzare parte del complesso quale centro diurno per anziani del territorio tremezzino e punto di aggregazione per le famiglie».
L’architetto Roberto De Luca dello studio di architettura Cucchi-De Luca di Bergamo, che ha ricevuto l’incarico dai frati cappuccini di seguire le fasi propedeutiche alla vendita del complesso, conferma che «effettivamente ci sono state diverse offerte da parte di privati per utilizzare l’Acquafredda quale albergo, un’opzione stimolata dalla splendida posizione dominante su una fascia di territorio che si estende da Laglio a Bellagio, ma che i frati proprietari intendono garantire una soluzione dignitosa e rispettosa della storia e delle tradizioni dell’ex convento». «C’è l’interessamento dei frati trappisti - conferma Roberto De Luca - mentre si è affievolito quello della diocesi di Como. Da parte della proprietà, per mio tramite, c’è il proposito di valutare tutte le offerte e sono stati presi contatti con la sovrintendenza per valutare possibili destinazioni, ma sempre nel rispetto delle volontà dei frati minori cappuccini».
Marco Luppi

a.savini

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