Sabato 23 Maggio 2009

Walter Italia
55 licenziati in corteo

FINO MORNASCO Picchetto ieri alla Walter Italia. Dopo la doccia gelata dei 55 licenziamenti annunciati nei giorni scorsi, i lavoratori del reparto produzione hanno manifestato di fronte ai cancelli dell’azienda trovando la solidarietà dei colleghi e dei cittadini che passavano di lì.
Alla base della protesta c’erano le richieste di cassa integrazione straordinaria e incentivi all’esodo per cui non si sono ancora avute risposte dalla Walter. Fra chi presidiava gli ingressi al 118 di via Garibaldi c’era Carlo Lanza, rappresentante interno della Fiom: «Con questo presidio vogliamo bloccare il lavoro nell’attesa che ci vengano forniti dei riscontri positivi alle nostre richieste. Abbiamo bloccato anche corrieri e fornitori, ma qualche topolino è riuscito a intrufolarsi comunque. Chiediamo che ci vengano corrisposte 20 mensilità come aiuto a trovare una nuova collocazione e poi che venga attivata la cassa integrazione straordinaria. Ci è stato detto che si volevano chiudere in fretta le trattative ma attendiamo da venti giorni di conoscere il parere ufficiale. Siamo molto arrabbiati perché pare che queste comunicazioni non siano ancora arrivate alla casa madre in Germania. Martedì prossimo è però previsto un incontro fra l’Unione industriali di Como, l’azienda e le rappresentanze sindacali. In quella sede ci aspettiamo risposte precise, anche se secondo alcune indiscrezioni la loro posizione dovrebbe essere molto distante dalla nostra. Speriamo che ci siano margini per una discussione». Quello di ieri non è un episodio isolato, come spiega Patrizio Caruso: «Abbiamo già fatto un presidio 15 giorno fa, mentre mercoledì siamo stati a Milano a protestare di fronte agli uffici della Sandwik, società che controlla la Walter Italia, assieme ai lavoratori della Dormer di Givoletto, in provincia di Torino, che si trovano nella nostra stessa situazione». La preoccupazione è tutta rivolta alla mancanza di prospettive con cui devono fare i conti le varie famiglie. Patrizio Caruso, 35 anni, due figli di uno e cinque anni, la moglie con un lavoro part-time e le rate del mutuo della casa da onorare. Un mutuo anche per Carlo Lanza che non ha più figli a carico ma si chiede: «Ho 53 anni e sono a cinque dalla pensione, chi me lo da un altro lavoro»? va un po’ meglio a Francesco Cannella, di 44 anni con un figlio di nove, ma che almeno una casa la possiede. Per la famiglia di Maurizio Dugo, 39 anni di Bregnano, invece, l’orizzonte è particolarmente scuro: «Ho due figlie piccole, una di cinque e una di otto anni. Mia moglie è in cassa integrazione alla tessitura Bosetti qui a Fino, io tra un mese sarò senza lavoro. La crisi non è psicologica come dicono in televisione. Avrà un enorme impatto sociale, purtroppo a cominciare dal nostro settore, quello metalmeccanico».
Marco Pini

a.savini

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