Venerdì 29 Maggio 2009

"I beni di Olindo e Rosa
per aiutare Frigerio"

ERBA - In attesa del processo d’appello, quello in cui Rosa Bazzi e Olindo Romano cercheranno - attraverso i loro legali - di ribaltare la condanna all’ergastolo rimediata in primo grado, davanti alla corte d’Assise di Como, per la strage di via Diaz a Erba, si muovono i mille rivoli legali direttamente legati agli omicidi dell’11 dicembre 2006. In particolare gli aspetti civilistici, quelli del risarcimento del danno, così come previsto dalla sentenza di condanna dei giudici lariani. Il primo a muoversi era stato il legale dell’unico sopravvissuto alla strage, il signor Mario Frigerio. L’avvocato Manuel Gabrielli, che fin dal giorno dopo il quadruplice omicidio ha protetto e assistito l’uomo aggredito sulle scale e ridotto in fin di vita dalla coppia Bazzi-Romano (secondo quanto accertato dai magistrati di Como), ha presentato una serie di ricorsi in sede civile per far confiscare i beni dei killer della porta accanto. Come sottolineato anche durante il processo, nella sua arringa, Gabrielli - e il legale della famiglia Castagna è stata d’accordo - non ha dubbi sul fatto che il primo ad aver diritto del risarcimento potesse essere proprio l’unico sopravvissuto, quel Mario Frigerio che dalla notte dell’11 dicembre vive in un incubo, a causa non solo delle ferite fisiche ma anche quelle dell’anima, con l’assassinio di sua moglie, Valeria Cherubini. Mercoledì prossimo, davanti al giudice della sezione civile del tribunale di Erba, l’avvocato Gabrielli formalizzerà la richiesta di poter veder assegnati a Mario Frigerio i 2500 euro congelati da anni sul conto corrente dei coniugi Romano. Inoltre il giudice di Erba dovrà decidere anche sulla richiesta di vendita dei beni mobili della coppia, ovvero del camper e dell’auto, la Seat Arosa sulla quale è stata trovata la traccia di sangue che - assieme ad altri elementi - è servita all’accusa per far condannare i due imputati.

m.schiani

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