Venerdì 29 Maggio 2009

Raglio d'asino
sveglia tutti

CAVALLASCA «Raglio d’asino non sale al cielo». Questo asserivano i nostri vecchi riferendosi alla futilità delle parole uscite dalla bocca degli stolti, ma il raglio di Varenne arriva eccome! Tanto da esasperare alcuni residenti di via Parini a Cavallasca, le cui villette a schiera si affacciano sul terreno agricolo della famiglia Merga dove, tra conigli liberi, galline pasciute e oche starnazzanti ci sono anche due asinelle sarde e, appunto, il famigerato asino dal raglio potente. «In realtà Varenne non è di nostra proprietà ma di un amico, in attesa che la madre si sgravi e poi tornerà dal suo padrone-puntualizza Claudio Merga- ma la questione sollevata è solo l’ennesimo attacco alla nostra passione per la terra e gli animali e, badi bene, noi viviamo in questo posto da prima che sorgessero villette e condomini vari, abbiamo l’abitazione e l’officina da trent’anni, ergo: quando hanno scelto di abitare di fronte al nostro terreno avrebbero dovuto considerare che vivere in campagna ha molti vantaggi però richiede un rapporto di tolleranza verso quelli che, di diritto, sono parte integrante di questo habitat, gli animali, appunto». Altra campana. «Siamo stufi di passare notti insonni per via di quell’asino - lamenta la signora Giulia D’Andrea - a volte lancia il suo verso in piena notte e non riesco più a prendere sonno. Ci sono altri asini nella zona ma nessuno ha mai fatto versi simili, sono delle urla da spavento. Insomma, di giorno ci sono i rumori della officina e di notte quello degli asini, non ne possiamo più!». Conferme della singolarità dei ragli di Varenne arrivano da altri residenti che però evitano ulteriori commenti.
«La realtà è che la gente è sempre meno tollerante- afferma Luca Fasola che abita nella via sottostante, a Olcellera - non c’è condominio o centro residenziale che non veda un animale al centro di dispute ridicole, sono ben altre le questioni che dovrebbero trovare spazio nel cervello della gente. Penso che queste beghe siano solo l’esasperazione di problemi personali, a volte inspiegabili».
«Ho scelto di vivere in questa zona proprio per la presenza di verde e di animali - rincara la moglie Barbara - essere svegliati dal canto del gallo o dal raglio di un asino mi fa sentire una privilegiata rispetto a chi vive in città e deve fare i conti con rumori notevolmente più sgradevoli quali le macchine, i bus e gli schiamazzi di gente sempre più nervosa. Spero che questa diatriba termini senza penalizzare gli asini che, oltretutto, sono animali d’indubbia simpatia, tanto è che le mie figlie ne vorrebbero uno in giardino. Missione impossibile ma solo per ovvie ragioni di spazio».
Non usa eufemismi la signora Carmela Pantè, che in questa zona ci vive da mezzo secolo «in via Parini c’è sempre qualche guerra in atto. Finita la guerra per i cani che abbaiano è iniziata quella contro gli asini, ma le assicuro che gli asini non sono certo quelli che ragliano».
I residenti si sono talmente scocciati del disturbo arrecato dai lamenti di Varenne che hanno tentato di fermarli andando a protestare dai vigili senza però formalizzare la denuncia. Un residente, comunque,  essendo munito di una apparecchiatura che misura i decibel ha potuto verificare che il raglio dell’asino è oltre la soglia consentita. Il tetto massimo è di 67 decibel. Le due femmine compagne dell’asino sono sotto tono e quindi nei ranghi, lui invece arriva anche a 72. Una verifica informale che per ora non cambia la musica di notte.
Marialuisa Righi

a.savini

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