Albiolo, Natività sul gommone
L’idea piace: «È una visione attuale»

Tanti i residenti favorevoli al presepe che raffigura Giuseppe e Maria come profughi d’oggi: «Il Vangelo va tradotto nella nostra quotidianità»

È stato ben accolto dai residenti presepe allestito in chiesa parrocchiale a Albiolo. Dove Maria e Giuseppe con il bue e l’asinello sono collocati su un gommone. D’altronde anche la Sacra famiglia è stata profuga: e questo per il Vangelo significa che dobbiamo prenderci cura degli ultimi e non si è voluta fare nessuna polemica politica come ha sottolineato il parroco don Alberto Fasola.

«È stata un’idea in linea con l’attualità, una rivisitazione moderna» interviene Massimo Mosca, 22 anni, componente del Centro Giovani di Albiolo e rapper.

Commenta anche il sindaco Rodolfo Civelli:«Appena ho visto il presepe mi è piaciuto molto e l’ho subito considerato come il simbolo del messaggio evangelico dell’accoglienza degli ultimi e ho fatto i complimenti a don Alberto. Una rappresentazione attuale di quanto successo quando si fugge da una situazione di pericolo e c’è accoglienza».

Arriva un altro parere favorevole da Ferruccio Sillari 68 anni: «Sono assolutamente a favore su quanto realizzato. Tutti dovremmo imparare ad accogliere gli ultimi come dice il Vangelo».

C’è anche chi poi rimane un po’ perplesso non per il presepe ma in seguito ai recenti episodi accaduti a Milano in merito a alcune insegnanti che hanno fatto togliere dalle canzoncine natalizie il nome di “Gesù Bambino”.

Spiega infatti l’ex sindaco di Albiolo e capogruppo di minoranza “Con Albiolo” Mario Bernasconi: «Per il presepe che è stato realizzato rispetto le parole di don Fasola e del messaggio del Vangelo però quello che mi dà fastidio che non c’entra nulla con il presepe è il togliere i nostri simboli religiosi che sono di una cultura millenaria poi ognuno può crederci o meno».

Ma c’è anche chi parla di errore storico sul fatto che Gesù sia stato un migrante: «Il mio parere sul presepe è personale e ritengo la questione non politica – interviene il consigliere di minoranza “Nuova Albiolo” Alessandro Mattiroli - ritengo ardito definirlo presepe e se l’intenzione era quello di guadagnarsi una “prima pagina”, sicuramente è riuscito nel suo intento. Ne esce invece offuscata la missione propria della chiesa di unire tutti i fedeli e non dividerli, ancor di più nelle feste di Natale».

E aggiunge: «Dispiace che ci si ricordi degli ultimi solo quando questi vengono dall’altra parte del mondo, quando la carità può diventare spettacolarizzazione – precisa - c’è un incredibile errore storico-evangelico di chi afferma che anche Gesù sia stato migrante».

© RIPRODUZIONE RISERVATA