Allarme in Tremezzina  Vandalismi e disperati all’Acquafredda
Ecco come è stato trovato il portone dell’abbazia dell’Acquafredda

Allarme in Tremezzina

Vandalismi e disperati all’Acquafredda

Divelta la porta d’ingresso dell’abbazia dei Cappuccini abbandonata da quasi un anno. La chiesa usata come deposito di biciclette, danneggiato il tabernacolo. E c’è chi dorme negli spazi del complesso

“Luogo Sacro, rispettare!” si legge su un vecchio cartello piazzato chissà quanti anni fa all’imbocco del viale che porta alla fonte d’acqua freschissima e alla chiesa, che rappresenta il simbolo dell’Abbazia dell’Acquafredda, edificata nel XII secolo e simbolo granitico del Municipio di Lenno.

Purtroppo il rispetto sembra essere venuto meno, tanto che ieri mattina si è reso necessario una lunga ricognizione da parte di carabinieri, polizia locale e dell’architetto che rappresenta la proprietà, i Frati Minori Cappuccini, per constatare due fatti (presente anche un residente che l’Abbazia la conosce centimetro per centimetro).

Il primo che il compendio è in evidente stato di degrado da diversi mesi, cioè da quell’8 novembre scorso, giorno in cui la frana in quota ha portato in dote lo sgombero dell’Abbazia (che ospitava una quarantina di migranti), il secondo è che da qualche tempo almeno un senzatetto ha trovato rifugio nel compendio, utilizzando la chiesa come luogo di transito, con tanto di mountain bike parcheggiata.

Il comandante della polizia locale Massimo Castelli, che da giorni sta monitorando la vicenda, ha confermato che «vi è un’evidente forzatura di un ingresso del compendio ed anche la porta della chiesa al nostro arrivo era aperta. Da quello che si è potuto capire di recente all’interno dell’Abbazia ha trovato riparo almeno una persona. Vi sono segnali chiari del suo passaggio. E anche alcuni residenti avrebbero notato strani movimenti. Terremo ancor più alta l’attenzione».

Anche i carabinieri di Tremezzina (ieri alla ricognizione c’erano i colleghi di Alta Valle Intelvi) e della compagnia di Menaggio con il maggiore Filippo Bentivogli seguono l’evolversi della situazione.


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