Lunedì 30 Marzo 2009

All'asta la casa
dove visse la Oxa

MONTANO LUCINO All’asta giudiziaria, anche una cappella privata del 1.600, ristrutturata nel 1990, di proprietà degli eredi di Salvatore Dell’Oca, imprenditore che, tra l’altro, aveva dato il nome di famiglia ad autobus anche in servizio di linea e ricordato come un benefattore. Pur non consacrata, la cappella è stata utilizzata nel passato vicino e lontano per celebrare funzioni religiose talvolta di interesse comunitario; ha una superficie di 150 metri quadrati che raddoppiano considerando l’annessa sacrestia, i servizi igienici e due ripostigli; il prezzo base è di 225 mila euro e chissà se qualcuno presenterà un’offerta entro il quattro giugno prossimo, quando il giudice dell’esecuzione, Paola Parlati, presiederà alla vendita senza incanto.
Si trova al numero tre di via Liveria, in pieno centro storico di Lucino e se l’eventuale compratore vorrà cambiare la destinazione di luogo di culto, dovrà predisporre un piano di recupero, tenendo conto che le norme tecniche del piano regolatore prescrivono «la conservazione dei valori storico- artistici, ambientali e tipologici degli organismi edilizi e dell’impianto urbanistico originali». E secondo la perizia dell’ingegner Alessandro De Angelis, le condizioni  interne sono ottime: nella descrizione, non si rintracciano elementi di pregio, come affreschi o stucchi, ma è segnalato il grande altare di pietra. Tutti i documenti e le informazioni sono depositati  nello studio del custode giudiziario, Carlo Scarrone.
La cappella è un lotto di un’asta dal valore complessivo di circa quattro milioni di euro: riguarda tutto il compendio immobiliare al numero 3 di via Liveria, di cui il luogo di culto è pertinenza e che è  formato dalla villa padronale dove abitò anche la cantante Anna Oxa, da quattro appartamenti sul cortile, mansarda, box, autorimessa e la dimora singola, 1.600.000 euro a base d’asta, un mese fa fu interessata da un incendio che devastò il tetto. Il giudice s’è riservato di decidere sulla vendita della villa danneggiata, ma l’avviso d’asta, intanto, sta facendo il suo corso. Probabilmente, le banche creditrici che hanno promosso la procedura esecutiva aggredendo il patrimonio non hanno ritenuto di fermarla, al momento. È aperto, dunque, l’ultimo capitolo di una storia imprenditoriale comasca che, come tante e sempre di più in questo momenti, secondo quanto prevedono esperti economici e finanziari, si trovano di fronte alla pagina più impegnativa: saldare i debiti, a cessata attività. Esaurita la liquidità, i beni societari e di famiglia sono ipotecati e vanno all’asta: quella sugli immobili di via Liveria cade in un periodo critico per il mercato immobiliare. E non è l’unica. 
Maria Castelli

a.savini

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