Asnago è scossa dai furti all’asilo  Il parroco: «Restituiteci le statue»
CANTU' - I BAMBINI DELLA SCUOLA MATERNA DI ASNAGO CHIEDONO LA RESTITUZIONE DELLA MADONNINA (Foto by Stefano Bartesaghi)

Asnago è scossa dai furti all’asilo

Il parroco: «Restituiteci le statue»

Prima Biancaneve e i nanetti, poi la Madonnina: la scuola materna nel mirino. Dopo gli appelli dei bimbi interviene don Giordano: «Un caso senza precedenti»

Il furto sacrilego della Madonnina dalla scuola materna del paese è un «episodio inquietante e senza precedenti», Così il parroco della chiesa di San Giuseppe di Cantù Asnago, don Mauro Giordano commenta l’episodio che ha lasciato sconcertata un’intera comunità: la scomparsa della statua della Madonna che si trovava sul lato esterno di una finestra della scuola dell’infanzia di via Primo Maggio. Furto che è da collegare probabilmente con quello di Biancaneve, dei sette nani e delle gallinelle di terracotta avvenuto a ridosso delle vacanze pasquali, in cui l’istituto era chiuso.

«In passato si era verificato qualche piccolo furto delle elemosine in chiesa, per somme di modesta quantità – aggiunge don Giordano – Non si era però ancora giunti a tanto, a trafugare uno dei simboli più amati della nostra fede, come quello dell’Immacolata. Anche se la scuola dell’infanzia è ora autonoma dalla nostra parrocchia rappresenta pur sempre un’istituzione che ha segnato la storia del paese di Cantù Asnago negli ultimi decenni. Tutti vogliono particolarmente bene alla scuola materna, la considerano un po’ una sorta di focolare, di luogo da cui tutti sono passati, hanno percorso un pezzo di vita comune».

E’ solidale con la scuola, i genitori e i bambini, anche il parroco don Giordano: «L’augurio è che i ladri restituiscano alla nostra comunità quello che legittimamente le appartiene. Generalmente ciò non succede. Dobbiamo però sperare che ciò accada. Episodi come quello accaduto a Cantù Asnago non sono da sottovalutare anche per un altro aspetto: creano un forte disagio nella popolazione che si sente poco protetta in casa propria. E queste avvisaglie non vanno certamente sottovalutate: non ci si può assuefare alle condotte morali arbitrarie».

Il servizio su “La Provincia” di mercoledì 15 aprile 2015


© RIPRODUZIONE RISERVATA