Bar e ristorante chiusi
Cenare al Sant’Anna?
Missione impossibile

Giù la saracinesca alle 18, nel weekend alle 16

Sabato e domenica la tavola calda non funziona

E nei giorni feriali è aperta solo per il pranzo

Vietato cenare al Sant’Anna.

E i comaschi si arrabbiano. Per quanto possa sembrare assurdo, gli orari di apertura del bar e del ristorante situati all’interno del nuovo ospedale non consentono agli utenti di consumare un pasto serale. Una beffa doppia, se si pensa che nei dintorni della struttura non ci sono punti ristoro o fast food, l’alternativa più vicina è il centro commerciale Bennet.

Ormai non passa giorno senza che i cittadini si lamentino di questa situazione. Alcuni hanno contattato la nostra redazione, altri si sono rivolti direttamente al personale del bar e hanno ottenuto una risposta che non lascia ben sperare: «Non ci conviene tenere aperto di più».

La rabbia dei comaschi

E così, anche nel primo pomeriggio di ieri, abbiamo visto familiari di persone ricoverate mentre facevano incetta di viveri, prima che si abbassasse la saracinesca del locale all’interno della hall, di fianco alle scale mobili. «Prendo qualcosa da mangiare per me e per mio marito, passerò qui la notte con un parente ricoverato e devo farlo adesso perché alle 16 chiude tutto - raccontava una signora - Mi sembra incredibile, eppure è così». Il foglio con tutte le indicazioni, affisso dietro la cassa, riporta in effetti orari a dir poco curiosi. Da lunedì a venerdì il bar è aperto tra le 6,30 e le 18, mentre l’attigua tavola calda funziona soltanto da mezzogiorno alle 15. Dopo le sei del pomeriggio, insomma, bisogna accontentarsi di una merendina dal distributore automatico, oppure prendere l’auto e raggiungere un locale della zona (camminare fino al Bennet, d’inverno e la sera, non è certo piacevole). Va ancora peggio nel weekend: sabato e domenica il bar è attivo dalle 6,30 alle 16 mentre il ristorante non apre nemmeno.

I due punti ristoro, va chiarito, non dipendono dall’azienda ospedaliera Sant’Anna ma sono gestiti da una società esterna. Dopo l’addio alla Giesse Ristorazione, che si era occupata del servizio fino al maggio scorso, ora a gestire tutto è la società veneta Alpi San Marco.

Problemi con il vecchio gestore

All’inizio del 2013 si erano verificati disservizi (il punto ristoro e l’edicola funzionavano a singhiozzo), per una controversia giudiziaria tra Giesse Ristorazione e Progetto Nuovo Sant’Anna, la società che ha realizzato il nuovo ospedale e ha in mano la gestione dei servizi non sanitari. Il tribunale di Como aveva emesso l’ordinanza di sfratto per morosità, i privati sostenevano che gli accordi erano stati disattesi perché, a fronte di un affitto di 360 mila euro l’anno, in ospedale non lavoravano ancora gli impiegati degli uffici amministrativi (in attesa della nuova palazzina) e quindi c’erano meno clienti. La speranza è che con il nuovo gestore i rapporti siano distesi e si riesca a concordare una fascia di apertura più ampia, per rispondere alle legittime esigenze di chi resta in ospedale anche la sera.n

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