Giovedì 18 Luglio 2013

Bizzozero fischiato al Pirellone

Molteni attacca su Facebook

Ancora veleni tra il parlamentare leghista canturino Nicola Molteni e il sindaco Claudio Bizzozero.

La partecipazione di quest’ultimo, ieri al Pirellone, a una riunione sulla determinazione del patto di stabilità dei Comuni, è diventata un caso politico.

Destinato a riaccendere lo scontro a pochi giorni dai durissimi attacchi di Bizzozero ai suoi predecessori del Carroccio, Edgardo Arosio e Tiziana Sala. Molteni ha infatti pubblicato su Facebook un post durissimo in cui racconta ciò che gli hanno riferito dell’assemblea: «Mi vergogno e mi indigno da canturino della solita ennesima figura di “palta” fatta dal sindaco di Cantù all’incontro in Regione. Alcuni dei presenti mi dicono che è stato imbarazzante... Fischiato ripetutamente dagli amministratori presenti. Cantù e i canturini non meritano di essere così indegnamente rappresentati».

Tra i commenti sul web anche quello di un testimone, Stefano Locatelli, sindaco leghista di un Comune della Bergamasca.

«Ero presente: intervento imbarazzante, irritante e di bassissimo livello, interrotto più volte dagli altri amministratori con “Ma basta!” – ha detto Locatelli – Bizzozero ha semplicemente insinuato che la ripartizione dei fondi è stata nebulosa e di parte, dopo aver esordito con “io non porto la cravatta di nessun colore, tant’è che oggi ho una camicia viola”». Il sindaco conferma i fischi ma specifica che sono arrivati solo da amministratori leghisti. «Ho parlato con franchezza dal momento che non ho alcuna tessera di partito - ha dichiarato in serata - i leghisti si sono infuriati solo perché mi sono permesso di chiedere al presidente Maroni chiarimenti sui criteri con cui viene ripartito il plafond delle risorse regionali. Non trovo giusto che il prossimo anno una città di 40mila abitanti come Cantù disponga di 238mila euro quando, solo per fare un esempio, un Comune come Ponte di Legno avrà quasi 2,3milioni di euro. Vergognarmi? Ho solo difeso l’interesse dei canturini e della nostra amministrazione, dovrebbe vergognarsi chi ha fischiato».

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