Martedì 29 Luglio 2014

Brenna in lacrime

«Alex, eri il più grande»

Alex Consonni. Brenna.

Il cielo sembra rovesciare la sua rabbia quando la bara in legno chiaro, con il corpo di Alex Consonni, sta per essere adagiata poco prima di mezzogiorno in fondo alla fossa, scavata tra i vialetti del cimitero di Brenna.

Ed è proprio sotto la scossa del nubifragio, mentre il feretro, con le funi, ancora sospeso tra le assi, sta per essere inghiottito dalla terra, che il silenzio irreale, durato ore, si rompe quasi all’unisono, in un coro di singhiozzi.

Pioggia e lacrime si confondono, i familiari si abbracciano nel tentativo di confortarsi. Piangono gli amici di Alex. Piangono i semplici conoscenti. Piangono le madri che provano a immaginare cosa potrebbe significare, perdere così quell’unico figlio.

Tra i tanti messaggi e striscioni preparati dagli amici, significativa la frase «Alex eri il più grande». Il ragazzo, che aveva 19 anni, è rimasto vittima di un tamponamento sabato sera sulla Lecco-Colico causato da un canturino ora accusato di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza.

Altri dettagli sul numero in edicola domani, mercoledì 30 luglio.

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