Cantù, allarme dall’asilo  San Paolo  «Senza  aiuti c’è il rischio chiusura»
L’ingresso dell’asilo di San Paolo in via Fiammenghini

Cantù, allarme dall’asilo San Paolo

«Senza aiuti c’è il rischio chiusura»

I soci della scuola hanno scritto una lettera: «Chiediamo che la parrocchia si attivi, oltre a una raccolta di fondi potrebbe fornirci anche garanzie bancarie»

A Cantùl ’asilo di San Paolo rischia di chiudere. «Sono a rischio la possibilità di portare avanti la proposta educativa della scuola dell’infanzia, l’erogazione del servizio alle famiglie e il mantenimento dei posti di lavoro di una dozzina di persone, tra dipendenti e collaboratori esterni».

A scriverlo sono i soci della scuola dell’infanzia di via Fiammenghini - il presidente, Emilio Colombo - in una lettera aperta. Dove si lancia un appello. «In particolare - scrivono i soci - chiediamo che la parrocchia di San Paolo si attivi a favore della propria scuola dell’infanzia, aiutandoci a raccogliere fondi come si fa spesso per altre iniziative di carità o di missione, oppure fornendoci le garanzie necessarie per accedere al credito bancario».

Si tratta di un’istituzione presente in città dal 1952, quasi settant’anni fa. «Vogliamo condividere - si legge - il dramma che stiamo vivendo non come lamento, ma come desiderio di guardare al futuro per valorizzare e non disperdere un patrimonio di storia e di esperienza iniziato da monsignor Giuseppe Bratti e portato avanti per decenni con il contributo delle Madri Canossiane, delle Suore Sacramentine, dei sacerdoti della parrocchia e di decine e decine di parrocchiani e giovani famiglie, per il bene dei bambini più piccoli, che sono il futuro stesso della comunità».

Si ringraziano per quanto sempre offerto i sacerdoti, don Fidelmo Xodo, don Eugenio Calabresi, don Lino Cerutti: «Sono sempre stati vicini alla scuola e li ringraziamo dell’attenzione - scrivono i soci - Chiediamo ora che le azioni che faremo nei prossimi mesi vengano indicate come una reale priorità di tutta la parrocchia in un momento storico veramente eccezionale».

(Christian Galimberti)


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