Cantù, emergenza influenzale  Ricoveri bloccati fino a lunedì
L’ingresso del Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù

Cantù, emergenza influenzale

Ricoveri bloccati fino a lunedì

Ribadito ieri lo stop agli interventi programmati: si arriverà a 11 giorni consecutivi

Si continua: blocco dei ricoveri programmati fino a lunedì mattina, quando all’ospedale Sant’Antonio Abate si sarà arrivati al giorno numero 11 della misura straordinaria.

Una soluzione a cui la struttura dell’ospedale di via Domea è costretta per il picco del contagio influenzale, che obbliga il nosocomio cittadino a concentrarsi sull’emergenza del momento. Dai vertici della struttura arriva anche l’appello a ricorrere al pronto soccorso, lo si ricorda una volta di più, in caso di necessità. Diversi i codici verdi che affollano l’unità ospedaliera dedicata all’emergenza: lavoro supplementare per le equipe già impegnatissime oltre l’ordinario per le complicazioni dei pazienti, soprattutto i più delicati, legate all’epidemia stagionale.

Ieri, altra giornata di superlavoro per il personale di Cantù. Come riferito da Asst Lariana, l’osservatorio istituito nel presidio di via Domea ha valutato di utilizzare ancora una volta il blocco a causa dell’elevato numero dei pazienti da ricoverare, arrivati tra mercoledì e la scorsa notte in pronto soccorso con complicanze dell’influenza. Oltre ad alcuni casi chirurgici che necessitavano di interventi in urgenza.

Soltanto ieri, a partire da mezzanotte e sino alle 16, si sono contati 46 accessi al pronto soccorso di Cantù: 82 sulle 24 ore è il numero che fa scattare il sovraffollamento. Sempre alle 16 di ieri, erano presenti 24 pazienti. Di questi, 2 in codice rosso, 11 gialli e 9 verdi. In tutto, 7 pazienti da ricoverare.

Da ricordare che i pazienti sono inquadrati dal punto di vista diagnostico e terapeutico, oltre che assistiti dal punto vista infermieristico durante tutta la loro permanenza in reparto. L’impegno degli operatori del reparto è massimo. In particolare a Cantù viene definita come molto efficace la collaborazione con l’unità di medicina, dove viene ricoverata la maggior parte dei pazienti, per lo più anziani, con problematiche respiratorie acute.


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