Cantù, «Mi manda il San Paolo»
Truffa ai negozi del centro

Caccia all’uomo che millanta la vendita di spazi pubblicitari

La società sportiva avverte: «Non chiediamo mai soldi contanti»

Sui trentacinque anni. Un metro e sessantacinque circa. Corporatura robusta («È tarchiatello», dice chi ha avuto a che fare con lui). Barba lunga di qualche giorno, ma non disordinata. Vestiti casual, e però puliti e ordinati. Segni particolari: una parlantina inebriante.

È l’identikit tutto sommato anonimo (se non fosse per l’abilità nell’arte della chiacchiera) del presunto truffatore.

Ovvero dell’uomo che sta setacciando i negozi di Cantù ( quelli del centro, soprattutto) vendendo spazi pubblicitari sull’annuario del Cantù San Paolo, che uscirà in primavera, durante i tornei calcistici di fine aprile.

Ma in realtà l’unica cosa che vende è il fumo, senza alcuna traccia di arrosto: la società sportiva non gli ha infatti concesso alcun mandato, e non ha alcun tipo di legame con lui.

Tutti i particolari sul giornale in edicola.

© RIPRODUZIONE RISERVATA