Martedì 06 Agosto 2013

Cantù, un appello ai residenti

«Più tolleranza con la movida»

Fronti contrapposti in centro a Cantù tra il popolo della notte e i residenti che chiedono di riposare in pace

Chiudere un orecchio, più che un occhio. E, movida sotto casa o no, si riesca forse a prendere sonno.

Così a voler tradurre con leggerezza l’invito alla tolleranza pronunciato con diplomazia dall’assessore Luca Delfinetti, delega alle attività economiche. Si rivolge anche ai residenti, l’assessore.

Alcuni di loro sono abbastanza incattiviti per i rumori stagionali da bar. Seppur dispiaciuto per i malumori espressi da alcuni abitanti del centro, Delfinetti cerca di ridimensionare.

«A noi non risultano particolari lamentele dai residenti - dice Delfinetti - e se qualcuno rimane in strada fino alle quattro del mattino, non possiamo certo accompagnarlo a dormire. A quel punto, la responsabilità non è del Comune. E nemmeno del bar. Perché, a quell’ora, di solito, i locali sono già chiusi».

«A Cantù c’è un ambiente più vivo che altrove - prosegue Delfinetti - non me la sento di condannare i bar, se qualcuno fatica a dormire mi spiace. Non mi sembra però che ci sia una situazione drammatica».

«Negli scorsi anni sia Como che Cantù sono stati interessati dal clima di intolleranza nei confronti dei locali - conclude l’assessore - Como paga forse di più certe decisioni, disincentivanti per la fruizione della città. Quello che stiamo cercando di fare a Cantù è positivo. Serve la collaborazione di tutti».

Ma intanto i residenti del centro stanno raccogliendo le firme, con un obiettivo: poter dormire.

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