Sabato 21 Settembre 2013

Cavargna, la tragedia di Fabio

Anche il padre rischiò di morire

Fabio è morto quasi sul colpo, e a nulla è valsa la mobilitazione dei mezzi di soccorso, compreso l’elicottero del 118 2Sotto: Fabio Bralla è morto mentre aiutava suo padre a caricare la legna su un furgone

Tanto sgomento ha suscitato, in Valle, la drammatica scomparsa di Fabio Bralla, il giovane artigiano di 31 anni rimasto vittima di un incidente sul lavoro nel tardo pomeriggio di giovedì lungo la strada della Cava.

A bordo del proprio furgoncino Bonetti, stava trainando la fune di un vecchio palorcio dismesso e smontato, quando, all’improvviso, è finito in una piccola scarpata rimanendo schiacciato sotto il peso del veicolo.

Lavorava come imbianchino

Una tragica fatalità che richiama in maniera incredibile quella accaduta un po’ di anni or sono al padre, Filippo, gestore dell’hotel Miravalle: anche lui era rimasto intrappolato sotto un piccolo escavatore che si era ribaltato e, solo l’immediato allarme lanciato dal figlio minore, aveva evitato il peggio.

Per Fabio, invece, non c’è stato nulla da fare, nonostante l’intervento dell’elicottero, degli uomini della Croce azzurra e del Soccorso alpino.

La Procura della Repubblica di Como non ha ritenuto necessario ordinare l’autopsia sulla salma, che è stata restituita ai famigliari già nella serata di giovedì; i funerali sono in programma quest’oggi, alle 14.30, nella parrocchiale di Cavargna.

Ieri, intanto, nell’abitazione di famiglia è stato un corteo di occhi lucidi: tanti amici hanno voluto testimoniare il proprio cordoglio ai genitori e ai fratelli, comprensibilmente affranti.

Fabio Bralla era un ragazzo intraprendente e pieno di buona volontà.

Si era messo in proprio come imbianchino e non si risparmiava nei lavori domestici; era anche di compagnia e frequentava, in particolare, il bar Pinkin di San Nazzaro, locale che attira soprattutto i giovani. Giovane è anche il gestore, Yuri Caneva, che non si capacita ancora della scomparsa dell’amico.

«Ragazzo onesto e generoso»

«È davvero un brutto colpo - dice il titolare del bar -. Vedevo spesso Fabio qui nel mio bar, ma eravamo già amici prima che prendessi in gestione il locale. L’ho sempre apprezzato per la sua onestà e disponibilità; era un ragazzo di cui ci si poteva fidare ciecamente e sul quale si poteva sempre contare. I ritrovi serali qui al bar, senza di lui, non saranno più la stessa cosa»

Ci saranno soprattutto i giovani, questo pomeriggio, ad accompagnare il feretro all’ultima dimora terrena, ma ci sarà anche l’intera comunità della Valle, davvero sconvolta e addolorata per la perdita del giovane artigiano.

© riproduzione riservata