Cavargna, troppi infortuni alla centrale  Stop ai lavori nel cantiere “maledetto”
Il difficile recupero del corpo dell’operaio morto

Cavargna, troppi infortuni alla centrale

Stop ai lavori nel cantiere “maledetto”

La decisione presa dopo la morte dell’operaio di 48 anni, precipitato per venti metri

Stop alle operazioni sul cantiere nella vallata oltre Collo: da mercoledì, dopo il sopralluogo degli ispettori dell’Ats della Montagna, nel luogo dove alle 11.30 aveva perso la vita un operaio quarantottenne di nazionalità kosovara, Curri Zjber, residente a Edolo, in provincia di Brescia, i lavori sono fermi.

L’uomo, dopo essere scivolato, era precipitato per una ventina di metri fin sul greto del torrente e per lui non c’è stato più nulla da fare. Si tratta di un cantiere riconducibile al progetto di centrale idroelettrica sul Cuccio che sta realizzando la società Energia Ambiente. Soltanto due giorni prima, al confine fra Cavargna e San Bartolomeo, dove sono in corso i lavori di costruzione della centrale vera e propria, un altro operaio di 38 anni, di nazionalità rumena e residente a Lavagno, in provincia di Verona, era caduto di schiena da un’altezza di due metri e mezzo in una buca fra due pareti di cemento armato e rischia la paralisi. Due episodi drammatici che hanno sconvolto la Valle.


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