Martedì 03 Dicembre 2013

Cazoeula doc, raccolte 42 ricette

Nonne nella giuria del festival

Lo chef Romano Pirazzi, chef dell’Osteria km Zero, uno degli otto ristoranti che partecipano alla rassegna “Cantù che gusto!”

Non c’è trippa per gatti. O meglio, non c’è trippa per canturini: loro vogliono la cazoeùla. Richiesta nei ristoranti che aderiscono alla manifestazione “Cantù...Che gusto!”, snobbando un gli altri piatti.

Intanto, per stendere il disciplinare doc della ricetta, sono state interpellate le mamme e le nonne cittadine. E il 42 hanno risposto. Il sindaco Claudio Bizzozero, nell’ambito della kermesse culinaria, aveva infatti deciso di spedire una lettera alle 1.345 canturine con più di 70 anni perché inviassero in municipio la loro ricetta in modo da stabilire inderogabilmente quale sia quella della vera cazoeùla cucinata da sempre all’ombra di San Paolo.

Attirandosi anche qualche critica per questa scelta, ritenuta troppo frivola in un momento difficile per la città. C’è chi ha risposto inviando una lettera scritta a mano, probabilmente perché l’età fa sì che si abbia poca dimestichezza con la posta elettronica. Chi l’ha stesa tutta in dialetto, chi l’ha corredata della storia della propria famiglia e del rapporto culinario col piatto in questione.

Poche le differenze, tutto sommato, e la questione che maggiormente divide resta l’imperituro dubbio se aggiungere oppure no salamini e musetti in pentola. Tra le signore che hanno risposto all’appello di piazza Parini ne verranno estratte alcune, che potranno mettere la propria perizia al servizio della rassegna, entrando a far parte della giuria del Festival della cazoeùla.

Tutte le ricette, poi, contribuiranno a stendere il disciplinare, e verranno pubblicate sul sito del Comune.

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