Sabato 22 Giugno 2013

Centomila franchi l’anno

e non vogliono sacrifici

Campione d'Italia esterno del Municipio
(Foto by Pozzoni Carlo)

Assemblea dei dipendenti comunali di Campione d’Italia, lunedì prossimo. Impiegati sul piede di guerra, o meglio in stato di agitazione, contro la decisione dell’Amministrazione comunale di ridurre stipendio e orario di lavoro ai suoi 118 dipendenti.

Succede infatti che il Comune non riesce più a trovare i 14 milioni di euro che ogni anno servono per pagare gli impiegati, uno ogni 18 abitanti dell’enclave.

In altre parole si tira la cinghia anche nel paese del casinò, stretto com’è dalla concorrenza delle case da gioco ticinesi e soprattutto dalla sciagurata liberalizzazione dello slot machines. Si tira la cinghia, ma naturalmente la metafora va declinata in salsa campionese. La proposta dell’Amministrazione comunale non è infatti quel che si dice un taglio draconiano. Ed è molto semplice: 10 % di stipendio e di lavoro in meno. In più c’è la soppressione del “fondo incentivante”, il contratto integrativo delle aziende private, che incide per un altro 5 %. In ogni caso, molto meglio che al casinò, dove il taglio è stato almeno del 25% e buste-paga che, anche rimaneggiate, farebbero invidia a tanti. Se si escludono i lavoratori che hanno scelto il contratto part time, non c’è infatti dipendente comunale che percepisca meno di centomila franchi svizzeri (lordi annui), cioè 81mila euro. Se si sale un po’ nella scala dell’anzianità fino a raggiungere lo stipendio medio, si arriva alla cifra di 140mila franchi svizzeri, cioè quasi 114mila euro. Il dipendente che guadagna di più si attesta invece sui 180mila franchi. Che, sia pure al lordo delle tasse, al cambio attuale significano 146mila euro.

Il Comune ha proposto i tagli in cambio di 32 ore di lavoro a settimana anzichè 36 e nel frattempo ha chiesto al ministero l’applicazione dei cosiddetti contratti di solidarietà, che consentirebbero di far integrare all’Inps gran parte della decurtazione. Ma i dipendenti non ci stanno. Dicono che la proposta del Comune è unilaterale e confusa. E la mediazione in Prefettura è saltata.

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