«Chiuso in casa 5 anni  È uno sproposito»
L’Istituto Leonardo da Vinci di Como, frequentato dal ragazzo di Cermenate (Foto by archivio)

«Chiuso in casa 5 anni

È uno sproposito»

Obbligo di dimora a Cermenate e “coprifuoco”

per lo studente accusato di aver aderito all’Isis

«Intendo rivolgermi alla Corte europea per i diritti dell’uomo. Perché mio figlio è stato condannato a restare qui a Cermenate per cinque anni. Non è giusto: non ha commesso nessun reato. È crollato a tutti il mondo addosso».

A parlare è il papà del ragazzo di 18 anni di Cermenate sottoposto a regime di sorveglianza speciale per aver manifestato un paio d’anni fa, quand’era minorenne, un forte interesse per i campi d’addestramento in Siria dell’Isis.

In conseguenza del suo attuale status e della recentissima legge antiterrorismo, al ragazzo, pochi giorni fa, è stato disposto il ritiro del passaporto.

Come ricorda il padre, non può espatriare. Non solo. Il Tribunale di Como ha disposto l’obbligo di dimora in paese per cinque anni: vietato uscire dal territorio comunale, frequentare luoghi affollati, allontanarsi dalla propria abitazione dalle 21 alle 6 del mattino. Unica concessione: spostarsi per frequentare la scuola, la “Leonardo da Vinci” a Como.

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