Sabato 31 Maggio 2014

Compleanno finito in dramma

Prende a cinghiate la compagna

Il pm Maria Vittoria Isella ha disposto l’arresto per Marco Anzani

Solito copione: uomini che picchiano le donne, e donne atterrite che si lasciano picchiare, senza trovare la forza che servirebbe a denunciare i compagni di una vita.

L’ultimo caso risale all’altroieri, a un appartamento in un’abitazione di Lipomo in cui i carabinieri hanno arrestato un uomo, 55 anni compiuti martedì e festeggiati prendendo a calci e a cinghiate la compagna con cui da 12 anni divide lo stesso tetto.

Lei, che di anni ne ha 50 e che a giudicare dalla collezione di referti del pronto soccorso di botte ne ha prese già fin troppe, alla fine il coraggio lo ha trovato, decidendosi, al termine di una serata e di una nottata infernali, a comporre il 112. Al Sant’Anna le hanno diagnosticato di tutto: traumi cranico facciali e toracici, ematomi multipli (uno alla spalla destra, con una forma regolare che sembra riprodurre perfettamente la fibbia di una cintura), ferite al sopracciglio ed ecchimosi per una prognosi trenta giorni.

E dire che, martedì sera, lei avrebbe voluto semplicemente festeggiare il compleanno di lui, e che per questo lo aveva invitato fuori a cena. L’uomo - se è vero quel che è riportato nella denuncia - le aveva risposto che non se ne sarebbe fatto nulla, e subito dopo era uscito per fare la spesa, con i soldi della compagna. Anziché acquistare da mangiare, li aveva però spesi per comprare sigarette e due bottiglie di vodka, con le quali aveva cenato, riempiendosi di alcol senza toccare cibo, sulla soglia di una nottata destinata a riprodurre il solito drammatico copione. Sempre stante la denuncia raccolta dai carabinieri della stazione di Brunate un attimo prima di procedere all’arresto - su disposizione del pm Maria Vittoria Isella - dopo averla presa a calci, pugni, cinghiate, il compagno le avrebbe frantumato anche gli occhiali, senza smettere di riempirla di insulti. Ora lei ha paura che torni a casa per vendicarsi. Ma per un po’ può stare tranquilla: in carcere il suo compagno rischia di restarci per un pezzo.

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