Comune, la polemica sulla cultura   «Pochi contributi al Teatro Sociale»
Il Teatro Sociale, punto di riferimento della cultura in città

Comune, la polemica sulla cultura

«Pochi contributi al Teatro Sociale»

Il confronto L’opposizione attacca: «Bisogna usare una quota della tassa di soggiorno». Como stanzia 110mila euro. Altrove di più: Pavia 500mila, Saronno 330mila, Lecco 200mila

Como

Il Comune incassa 600mila euro dalla tassa di soggiorno ma non utilizza nemmeno un centesimo di questo tesoretto per sostenere il Teatro Sociale. Non significa che l’amministrazione snobbi completamente una realtà divenuta - di fatto - il punto di riferimento per la cultura nella nostra città: ogni anno Palazzo Cernezzi versa un contributo, come previsto dall’apposita convenzione. Eppure sia sul primo aspetto che sul secondo ieri mattina le minoranze hanno attaccato, non senza qualche ragione. Da un lato hanno chiesto di destinare al Sociale una parte delle risorse versate dai turisti che soggiornano in città, dall’altro hanno sottolineato che Como versa al teatro - a prescindere dalla tassa - molto meno rispetto ad altre città lombarde, anche molto meno popolose della nostra.

Polemica sulla tassa

Andiamo con ordine. Il bilancio 2015 cita 597.500 euro alla voce “risorse ricavate dalla tassa di soggiorno”, soldi destinati a sistemazione delle piazze (300mila euro), pavimentazione del centro storico (50mila euro), infopoint al Broletto 112.500 euro), manutenzione straordinaria dei giardini a lago (100mila euro), manutenzione straordinaria e adeguamento tecnologico dei musei (35mila euro). Solo quest’ultimo intervento rientra nel capitolo cultura, di qui le critiche arrivate dai banchi dell’opposizione.

«Il contributo annuo assegnato dal Comune al Teatro Sociale supera di poco i 100mila euro - hanno detto Marco Butti (gruppo misto) e Anna Veronelli (Forza Italia) - ed è una cifra bassissima rispetto a quella stanziata da altre amministrazioni». E quando dalla maggioranza Andrée Cesareo del Pd ha fatto notare che la giunta precedente stanziava ancora meno (circa 85mila euro), Butti e Veronelli hanno replicato: «Noi non avevamo la tassa di soggiorno, voi l’avete introdotta e ora almeno usatela in modo sensato».

Gli stessi consiglieri hanno poi elencato i dati di altri Comuni lombardi. Pavia (68mila abitanti), per i 70 spettacoli della stagione dà al suo teatro 500mila euro, Cremona (72mila abitanti) per 64 spettacoli dà 750mila euro, Saronno (solo 39mila abitanti) per 28 spettacoli dà 330mila euro, Lecco (47mila abitanti) per 28 spettacoli dà 300mila euro. «Como stanzia 65mila euro per qualcosa come 85 spettacoli - hanno detto Butti e Veronelli - con l’aggiunta di 50mila euro per i 16 spettacoli del festival estivo».

Confronto che fa discutere

In totale 115mila euro, cifra vicina a quella di un Comune di 12mila residenti (Stradella dà al suo teatro 75mila euro) più che a quella stanziata dai capoluoghi di provincia. Lontano anni luce il Comune di Parma, 190mila abitanti, che destina al Regio (dove peraltro lavora la direttrice del nostro teatro, Barbara Minghetti) qualcosa come 2 milioni e 400mila euro.


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