Cornavirus: 4 date
per la (quasi) normalità

Da lunedì 27 aprile al 4, 11, e 18 maggio, ecco le fasi possibili per la riapertura. Si parte con un po’ d’industria, poi cantieri, negozi e in ultimo bar e ristoranti

Cornavirus: 4 date per la (quasi) normalità
Le tappe per la ripartenza
(Foto di Andrea Butti)

Un poker di date per la fase 2. Sperando ovviamente che tutto vada per il meglio, settimana dopo settimana. In queste ore è tutto un incrocio tra governo, consulenti e task force varie per mettere nero su bianco 4 date per la varie fasi della ripartenza delle attività produttive. Non tutte insieme, ma avanti a blocchi secondo il grado di rischio, di lunedì in lunedì. Con un occhio sempre fisso sull’indice Ro e la curva dei contagi: se dovesse risalire il programma potrebbe subire qualche slittamento. Prudenziale.

Un piano a valenza nazionale, ma è chiaro che se, strada facendo, emergessero situazioni non in linea, a livello regionale si potrebbero mutare le previsioni caso per caso. E anche istituire «zone rosse» locali.

27 aprile

La prima data dell’allentamento del lockdown potrebbe essere già questo lunedì. La cabina di regia con gli enti locali, per un nuovo confronto sulle ripartenze, potrebbe tenersi in giornata.

Ad ogni modo, il 27 aprile potrebbero riaprire quei settori industriali con minor rischio di contagio e già in possesso dei protocolli di sicurezza. È il caso della produzione di macchine per agricoltura e silvicoltura, ma si vocifera anche di possibili aperture per automotive, e componentistica. Ancora poche ore e il nodo sarà sciolto. Necessariamente, ma una prima riapertura seppure molto parziale potrebbe essere un segnale importante, da ogni punto di vista, anche psicologico.

4 maggio

Decisamente più rilevante si annuncia il lunedì successivo. Il 4 maggio potrebbero riaprire i cantieri: quelli che saranno in condizioni operative per farlo, anche alla luce della nuove normative sulla sicurezza.Attività con un indice di rischio comunque basso, sottoposte però a turni scaglionati, postazioni a distanza di sicurezza. misurazione della temperatura: le più indicate sembrano essere quelle manifatturiere, il tessile e il commercio all’ingrosso.

Ma soprattutto è molto probabile un’attenuazione dei divieti di spostamento: l’autocertificazione potrebbe persino finire nel cassetto (ma ci sono ancora dubbi, di sicuro servirà per andare fuori egione) e sarà consentito muoversi al di fuori del proprio comune.

Pare che saranno inoltre concesse le passeggiate anche lontano da casa in massimo 2 persone e con i figli. Potrebbero persino essere permesse le visite ad amici e parenti, sempre evitando eccessive concentrazioni e indossando le mascherine.

Di certo entreranno in vigore le nuove regole sui mezzi pubblici: meno passeggeri (prospettiva facilitata anche dal ricorso, dove possibile, allo smart working) e tutti protetti. Probabile anche un allentamento sul versante sportivo: via libera agli allenamenti individuali all’aperto ma a debita distanza tra persone. Sulle riaperture dei parchi decideranno i sindaci, ma dovrebbero comunque venire individuate aree per bambini, sempre senza assembramenti.

11 maggio

Potrebbe essere il lunedì dei negozi, almeno quelli che saranno in grado di riaprire dopo la crisi: abbigliamento, calzature e altre tipologie rimaste chiuse. Tutte con obbligo di protezioni, distanziamento e sanificazione spazi e prodotti. Potrebbe essere anche il giorno buono per parrucchieri e centri estetici, ma con regole rigidissime. Nulla da fare, invece, probabilmente per i centri commerciali.

18 maggio

Il poker si chiude con bar e ristoranti e una parola d’ordine: distanziamento. Un metro dal bancone del bar e almeno due tra i tavoli dei ristoranti. Proprio ieri l’assessore regionale Pietro Foroni ha auspicato un via libera (anche anticipato) in condizioni di sicurezza per il servizio da asporto. Sempre in questa data, se tutto sarà andato bene, si potrebbe tornare a spostarsi da una regione all’altra.

Cosa resta fuori (per ora)?

Per cinema, teatri, discoteche e spazi ad alta densità di aggregazioni come gli stadi non è ancora tempo: sono attività dove il rischio di trasmissione del virus rimane elevato. Forse, con posti distanziati, ci potrebbero essere margini per i cinema all’aperto. Ma in generale, difficile che ci siano buone notizie prima di fine anno. Se tutto andrà bene.

Dino Nikaplj

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