Coronavirus, sale il bilancio dei morti   Sono 81 le vittime in provincia di Como
Personale della Croce rossa all’esterno dell’ospedale Valduce (Foto by Andrea Butti)

Coronavirus, sale il bilancio dei morti

Sono 81 le vittime in provincia di Como

Diciotto i decessi nel Comune capoluogo - Altri decessi nell’Erbese, nel Canturino e in Alto lago. Dopo due giorni di requie il contagio a livello regionale torna a crescere

A poco più di un mese dalla deflagrazione dell’allarme coronavirus, in provincia di Como i morti toccano quota 81. Sono numeri che non dicono nulla delle tragedie di tante famiglie colpite da vicino dal dolore e che però raccontano le dimensioni dell’emergenza e della paura, le quali crescono di pari passo con il contagio.

Ieri i dati diffusi dall’onnipresente assessore al Welfare Giulio Gallera - del quale, alla fine, non si potrà certo dire che non si sia speso - hanno gelato le speranze di chi confidava nel terzo giorno di buone notizie. Il numero delle vittime, in Lombardia, è tornato a salire, con 402 decessi totali, che portano a 4.178 il totale delle vittime. A livello regionale il picco s’era registrato sabato, con 546 morti prima dell’inversione di tendenza di domenica (361) e dell’ulteriore ridimensionamento di lunedì (320).

Un lungo elenco di croci

A Como, Comune capoluogo, l’elenco dei decessi, con i cinque delle ultime 24 ore (quattro pazienti di età compresa tra gli 81 e i 90 anni, cui si aggiunge un “giovane” di 45 del quale non si hanno ulteriori notizie) sale a quota 18. Piangono altre vittime le comunità di Arosio (anche in questo caso si tratta di un paziente relativamente giovane, 52 anni), Asso (84 anni), Binago (73), Casnate (72), e ancora Fino Mornasco (80 anni), Grandate (71), Lurate Caccivio (87), Mariano Comense (77), San Fermo (89), Zelbio (89) e Villa Guardia (due deceduti, di 65 e 89 anni). A questo elenco vanno aggiunti i nomi di cinque ulteriori vittime di coronavirus, tutte rientranti sotto la giurisdizione dell’Ats Montagna, residenti cioè nei Comuni dell’Alto lago, anche se ancora non si sa in quali.

Nel complesso, per tornare a livello regionale, il numero dei contagiati ha superato la soglia dei 30mila: con 1.942 casi in più i positivi sono diventati 30.703. «Ieri (lunedì, ndr) i numeri erano forse anche fin troppo positivi ha osservato Gallera -: probabilmente, e io l’ho sempre detto, i numeri non vanno guardati giorno per giorno, ci sono laboratori che rassegnano i loro risultati in ritardo e quindi non entrano nei conteggi». Conta, però, ha ribadito l’assessore, «ascoltare la voce di chi è in trincea, se ci sono degli ospedali che ci dicono che ci sono delle riduzioni quello vale di più del dato numerico». Per la precisione, i nuovi contagi in Lombardia sono risultati 958 in più rispetto a lunedì, quando erano stati 1.025 rispetto a domenica.

MIlano regge l’urto

A Brescia i casi sono ora 6.298, con una crescita di 393. Seconda in questa orrenda classifica ieri era la provincia di Milano: 375 tamponi positivi, che portano il totale a quota 5.701. Si tratta di un aumento superiore a quello di Bergamo dove è confermato il rallentamento: 257 nuovi casi per un totale, mostruoso, di 6.728 persone con Covid-19. Aumento di 324 positivi con 1.454 malati a Monza (dove lunedì erano stati soltanto 22 poiché, si è poi chiarito, non erano stati caricati i dati di tutti i laboratori).

A Milano città i contagiati sono 2.297 con un incremento di 121 casi che, considerata la paura di una crescita esponenziale, mostrano invece un rallentamento. Forza, perché il piano B non esiste: bisogna tenere duro.


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