«Così ho salvato mia moglie e la bimba  Ma ho temuto davvero che morissero»
Il bidone da dove si è sprigionato il gas: era posto accanto al letto dove dormivano mamma e figlia (Foto by archivio)

«Così ho salvato mia moglie e la bimba

Ma ho temuto davvero che morissero»

Le due intossicate da monossido dimesse dopo la terapia iperbarica. Ora stanno bene . «Stavo guardando il basket e ho sentito gridare, poi il tonfo. Ho chiamato subito aiuto»

«È stato terribile. Pensavo che mia moglie stesse per morire». È Fausto P., il papà che ha salvato la sua famiglia - oltre alla donna che ha sposato, anche la figlia, una bimba di 7 anni - da un’intossicazione da monossido di carbonio a raccontare in prima persona i momenti da incubo vissuti nella notte tra sabato e domenica.

Lui se l’è cavata con un’intossicazione leggera ed è stato subito dimesso. Diversa la situazione soprattutto per la moglie e, in parte, anche per la figlia, sottoposte a due cicli di terapia in camera iperbarica all’ospedale Niguarda di Milano. Lunedì la mamma è tornata al lavoro nella ditta tessile dove lavora anche il papà. Mentre soltanto ieri la bambina, in queste ore nervosa per quello che ha rischiato soprattutto la mamma, ha ripreso ad andare a scuola.

La serata di sabato ha iniziato a prendere una piega inaspettata dopo le 23, quando mamma e figlia, dopo aver visto insieme il film d’animazione “L’era glaciale 3 - L’alba dei dinosauri”, sono andate a dormire nella loro stanza al primo piano di un appartamento condominiale a Vighizzolo di Cantù, in cui vivono con altre tre persone. In sala, davanti al computer, è rimasto il papà, solo.

«Stavo guardando su Internet, dal mio pc portatile, una partita di basket - racconta - a un certo punto ho sentito mia moglie chiamarmi due volte, gridare. Era in difficoltà. Poi un tonfo».

LEGGETE l’ampio servizio

su LA PROVINCIA di MERCOLEDÌ 4 febbraio 2015


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