Desio rilancia: «Cantù, vieni da noi»

Desio rilancia: «Cantù, vieni da noi»

Il sindaco strizza l’occhio: «Ottimi rapporti con il vostro club di basket, ma non è un tentativo di scippo». «Un match? Si paga 4mila euro, ma si possono fare sconti per la stagione». Al Pianella 140mila all’anno

«Se la Pallacanestro Cantù volesse disputare il campionato qui al PalaDesio, noi l’accoglieremmo a braccia aperte. Il posto c’è. E noi, con la società, siamo in rapporti ottimi e continui». Roberto Corti, sindaco di Desio, ovvero il Comune proprietario della struttura che si intravede all’orizzonte come una delle possibilità per il futuro del basket, candida ufficialmente l’ipotesi del palazzetto dove la Pallacanestro Cantù ha già disputato, negli scorsi anni, l’Eurolega. A parlare di soldi, il sindaco Corti non nasconde che la sua sarebbe una proposta concorrenziale rispetto al Pianella di Cucciago, la cui proprietà è in trattativa con la società sportiva. «Da noi l’affitto è di 4mila euro al giorno - dice Corti - ma in caso di stagione completa, ovviamente, i prezzi possono anche scendere».

La Pallacanestro Cantù sta facendo i suoi conti. Che chiunque altro può fare. La Pianella Srl, proprietaria del Pianella, amministratore unico Alessandro Corrado, ha proposto un ribasso - di quanto, non si sa - rispetto all’attuale canone di affitto, fissato a 140mila euro l’anno. Con le utenze, soprattutto per il riscaldamento, il Pianella costa tra i 350 e i 400mila euro annui.

Diversa la situazione a Desio: un’opzione percorribile nel caso in cui la società decida un modulo misto: allenamenti in una palestra di Cantù e partite altrove. Magari, appunto, a Desio. Secondo gli esperti, una squadra al livello attuale potrebbe giocare in casa, tra campionato italiano e manifestazioni europee, circa 30 partite in una stagione. Nel caso Desio, dice la calcolatrice, il costo non andrebbe oltre i 120mila euro, forse anche meno.

Ma al di là delle valutazioni economiche, il sindaco di Desio tifa senza segreti per la Pallacanestro Cantù in casa sua.

I servizi su “La Provincia” di sabato 21 febbraio 2015


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