Enaip, i falegnami 2.0
che guardano al Salone
E non fanno le vacanze

Il ministro chiede agli studenti di tagliare le ferie

e di aumentare gli stage nelle aziende Ma all’istituto di Cantù lo fanno ormai da tempo

Sono i falegnami di Cantù che, già giovanissimi, girano l’Europa. E il lavoro, i ragazzi dell’Enaip, lo trovano subito. A differenza della maggior parte dei loro avi, viaggiano che è un piacere. Maggiorenni o giù di lì, si mettono alla prova nelle botteghe in Francia o in Inghilterra, dove arrivano motivati anche per un’esperienza di due o tre mesi, per imparare meglio mestiere e lingue. Firmano cataloghi nazionali e internazionali, come sta succedendo in occasione dell’imminente “Salone del Mobile 2015”, anno dell’Expo di Milano.

Al Salone, elemento di stimolo non da poco, esporranno le loro creazioni. Con l’Enaip che quest’anno è riuscito ad accostare il proprio nome a quello del notissimo architetto Daniel Libeskind, il quale parteciperà straordinariamente ad un evento dove si potranno ammirare diversi specchi da lui realizzati.

Le consapevolezze maturate dai giovani del centro di formazione professionale di via XI Febbraio, in questo inizio di terzo millennio, sono diverse rispetto al passato. «Si rendono conto che la bottega da sola non basta - spiega Ilenia Brenna, direttore di Enaip Cantù - La manualità resta importante, ma senza l’estro creativo artigiano, su cui si investe, rischia di essere poco concorrenziale»

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