Mercoledì 09 Ottobre 2013

Fino, due truffatori

raggirano i negozianti

1 Il bar della stazione di Fino Mornasco, uno dei quattro esercizi finiti nel mirino della coppia di truffatori 2 Il titolare, Paolo Gini: «Li ho rivisti nel mio bar, ho detto loro di andarsene e in fretta. Così ho avvertito i carabinieri e ho sporto regolare denuncia»

Occhio alle truffe. A Fino, tra giovedì e domenica, almeno quattro esercizi commerciali sono rimasti vittima di un tipo di raggiro sempre identico, con un sistema antico ma ancora efficace costruito attorno a un resto.

Agiscono in coppia, un ragazzo sui 18 anni e un signore che potrebbe averne una cinquantina: sono entrati nei bar e nei negozi più affollati questionando sul resto. Così spiega Paolo Gini, titolare del bar della stazione: «Da noi è capitato sabato. Mi hanno fregato 45 euro. Hanno pagato caffè e sigarette con un pezzo da 50, e io ho consegnato loro il resto. Hanno finto di far cadere le monete... C’era gente, devono essersi intascati i contanti davanti al bancone, salvo poi dire che mancavano dei soldi». Doppio resto quindi, e i conti al barista sono tornati solo in seguito, facendo di calcolo in cassa. Il duo però ha commesso l’errore di ripassare dalla stazione il giorno seguente, domenica

Dice ancora Paolo Gini: «Li ho rivisti nel mio bar, ho detto loro di andarsene e in fretta. Così ho avvertito i carabinieri e ho sporto

denuncia». Il barista fatica a ricordare i volti dei due truffatori, ma oltre alla conferma della presunta età, secondo la sua ricostruzione si tratterebbe di due persone di nazionalità italiana. Due ladruncoli che hanno preso in giro mezzo paese.

Come al Bar Sport di via Garibaldi, il cui titolare è Francesco Grigoli: «Me l’hanno fatta con un pezzo da 20 euro. Comprate le sigarette e ricevuto il resto sostenevano mancassero dieci euro. Da noi è capitato venerdì, ma so che a Fino Mornasco altri negozianti hanno subito la stessa truffa. Nel nostro bar, però, non erano in due. C’era soltanto un ragazzo, sui 18 anni».

Il consiglio: occhi bene aperti

Stessa storia anche nella lavanderia in centro paese, dinamica identica. Il gioco è quello di confondere le idee, e non a caso l’operazione va sempre in porto quando il negozio è pieno di clienti, quando davanti al banco occorre consegnare più resti in breve tempo e occorredare retta a più persone contemporaneamente. La matematica è una buona arma di difesa, ma è anche importante osservare insoliti movimenti tra mani e tasche. Poi, se si è certi di aver consegnato il resto esatto, è bene anche tenere monitorato l’ammontare del fondo cassa. Sempre nel fine settimana è capitato anche alla pasticceria “Sottozero” di William Buzzella, come racconta un collaboratore: «Purtroppo è successo anche a noi. È un vecchio trucco, ma funziona». Inoltrate le relative denunce, ai commercianti finesi non resta che tenere gli occhi bene aperti. n

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