Martedì 12 Novembre 2013

Firme erbesi sulla città del futuro

Ecco i progetti per il nuovo centro

Due architetti erbesi e un comasco, tutti profondi conoscitori del territorio. Giacomo Ortalli, Marco Castelletti e Sergio Dinale: sono loro i vincitori del concorso di idee sulla riqualificazione delle aree centrali dismesse, al quale hanno partecipato trenta architetti da tutta Italia.

I vincitori sono stati resi noti ieri pomeriggio, nel corso di una seduta pubblica nella sala consiliare del Comune. I tre progetti costituiranno la base della discussione fra amministrazione pubblica e privati per disegnare insieme un nuovo centro città.

«I progetti di Dinale e Ortalli - ha commentato l’Urbanista Maria Cristina Treu, presidente della commissione giudicatrice - sono più conservativi. Tendono a mantenere le strutture industriali esistenti, dalla Gasfire al Molino Mottana, riqualificando gli edifici per un uso pubblico». L’idea di Castelletti, invece, «prevede una ricostruzione più complessa con file di edifici disposti l’uno accanto all’altro e una striscia di verde a separarli».

Più in generale, ha continuato la Treu, «abbiamo prediletto progetti di riqualificazione dell’area intorno a via Fiume che tenessero ben presente il resto del centro città. I progetti che abbiamo selezionato presentano armonia ed equilibrio tra l’esistente, in particolare corso XXV Aprile, le nuove costruzioni e l’area della biblioteca di via Joriati» che attualmente risulta isolata rispetto al centro. Tutti e tre hanno immaginato inoltre «piazze non troppo grandi, che favoriscono una maggiore aggregazione. In nessun progetto manca ovviamente un centro polifunzionale dedicato agli eventi culturali».

I vincitori sono risultati professionisti che conoscono molto bene il territorio erbese.

Ortalli abita in città (al concorso, una curiosità, ha partecipato anche il padre Marco con un progetto autonomo), così Castelletti (che ha realizzato diverse opere pubbliche fra cui la nuova piazza Prepositurale); quanto a Dinale, è lui il professionista dietro al Piano di Governo del Territorio approvato nel 2006 dalla prima giunta Tili. I progetti sono arrivati da diverse parti d’Italia, da Bari alle province di Pescara e Salerno, da Verona a Palermo. La maggior parte, però, sono stati presentati da architetti (non ha partecipato alcun ingegnere) dell’Erbese e del Comasco.

«E non è un caso - ha sottolineato la Treu - perché chi conosce meglio le problematiche del territorio ha più facilità a trovare soluzioni funzionali». Tra professionisti e collaboratori, ha ricordato Adalberto Del Bo, dell’Ordine degli architetti di Como, nonché docente al Politecnico di Milano, «circa cento persone hanno affrontato una sfida urbanistica complessa. Architetti chiamati con generosità (solo per i tre vincitori è previsto un rimborso di 5mila euro, ndr) a risolvere un problema comune a molti centri urbani: la riqualificazione di aree industriali inutilizzate». I tre vincitori, ha continuato, «hanno espresso in due tavole ciascuno le idee urbane più chiare. La speranza è che dall’unione di tre punti di vista possa emergere una soluzione».n 

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