Domenica 29 Dicembre 2013

Furti a ripetizione a Capiago

«Bisogna reagire»

Via Tatti a Capiago

È allarme per i furti negli appartamenti a Capiago. A essere molto colpita negli ultimi giorni è stata la zona di via Giovanni XXIII e di via Tatti. Crescono quindi le preoccupazioni dei residenti.

«Il problema non credo possa essere sottovalutato. Sono entrati in due appartamenti della vicina via Tatti – afferma Alessandro Marelli, imprenditore che risiede nella zona, in via Giovanni XXIII –. Mi risulta che in una delle case abbiano messo l’appartamento a soqquadro e che i proprietari quando sono rientrati si sono trovati di fronte una scena indescrivibile. Comunque questa zona di Capiago, la porzione del paese che dalla via per Albate s’inoltra verso via delle Fontane non è da oggi che è nel mirino dei ladri. Negli ultimi due anni non c’è abitazione che non sia stata visitata almeno una volta. Certo, non sempre i colpi vengono messi a segno. In alcuni casi i proprietari o i vicini di casa sentono qualche rumore, s’insospettiscono, accendono le luci, danno l’allarme. Comunque si tratta di un vero e proprio stillicidio».

«Purtroppo le persone hanno paura e non parlano volentieri di quanto accade - continua Alessandro Marelli -, così il fenomeno è sottostimato, lasciato soltanto al sentito dire. Certo nessuno ha la bacchetta magica, però non si può assistere a questo fenomeno senza mettere in campo qualche forma di difesa sociale».

Grande preoccupazione esprime Serafino Castellini, già consigliere comunale a Capiago Intimiano e che risiede proprio in via Tatti, dove sono accaduti gli ultimi episodi: «Purtroppo è accaduto proprio davanti a casa nostra. Noi cerchiamo di non lasciare mai la casa incustodita. C’è sempre qualcuno. Non so se possa bastare perché tendono ad entrare anche quando ci sono i residenti. Noi abbiamo messo un antifurto, altri hanno cani da difesa».

Castellini è rimasto molto colpito dalle affermazioni dell’altro ex amministratore capiaghese, Corradino Barausse: «La situazione descritta per la zona della Brusada coincide in pieno con quella del nostro quartiere. Di fronte all’impotenza che si prova davanti a episodi come questo, occorre sicuramente cominciare ad organizzarsi. Certo è necessario collaborare con i vigili e le forze dell’ordine, non creare situazioni di pericolo più grave. Il controllo sociale è sempre stato innanzitutto dei residenti. Sono loro che chiedono aiuto alle forze dell’ordine. Quando in passato si erano verificati furti a catena come in questo periodo erano stati istituiti speciali nuclei di prevenzione dei furti che pattugliavano in continuazione la nostra provincia». n G. Mon.

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