Galbiate verso la crisi
Sfiducia sotto l’albero

Fuoco amico contro il sindaco, nella mozione anche la firma del consigliere di maggioranza Andrea Rusconi

Galbiate verso la crisi Sfiducia sotto l’albero
Il municipio di Galbiate

La mozione di sfiducia è praticamente già approvata: è stata depositata con la firma anche di Andrea Rusconi, consigliere più votato della maggioranza alle elezioni di maggio 2019. È suo il fuoco ex amico che colpisce a morte l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Montanelli

Inoltre, ci sono quelle dei 5 Stelle e dei consiglieri Cristina e Alessandro Tentori, candidati anch’essi con “Agenda Galbiate” (lei, eletta con 207 voti), ma che già l’avevano lasciata quando, a maggio 2020, il sindaco aveva ritirato alla Tentori la delega ai Servizi sociali: l’ex assessore era andata duramente al contrattacco e, ora, passa all’incasso. Si vedrà se con una lista nettamente di centrosinistra o civica, aperta a tutta l’attuale opposizione. Ben difficilmente includerà Rusconi, per quanto proprio il suo gesto tagli i ponti con la Lega, finora la sua area di riferimento: a lui, Montanelli non ha affidato alcun assessorato nonostante i 256 voti alle urne. Adesso, Rusconi se n’è infischiato dei vigorosi appelli della Lega, lanciati domenica. Per depositare la sfiducia a Montanelli sarebbe bastato un quinto del consiglio comunale, composto da 12 membri: dunque, Rusconi ha firmato la mozione quale chiaro segnale agli ex di ogni parte.

È noto che Montanelli, defenestrata la Tentori, ha affidato a un volto del volontariato, Maria Butti, l’assessorato al Sociale; ai Lavori pubblici e all’Ecologia ha nominato due tra i non eletti; l’altro assessore eletto è la vice, Lauretta Invernizzi, 185 preferenze. La domanda è, ora, se si ripresenteranno, e se tutti, o in parte oppure chiameranno rinforzi: tra i riservisti di peso, l’ex assessore Amabile Milani e Daniele Gasperini (di Sala al Barro, come Rusconi), recordman di voti in tutte le elezioni che hanno corso.

Ma i numeri che contano oggi sono quelli della condanna, mentre a Montanelli giunge la solidarietà dei colleghi: in particolare, quella «personale» di Antonio Rusconi (Italia Viva) che, da Valmadrera, gli scrive: «Ho potuto conoscere, di Montanelli, la competenza, la genuina e disinteressata passione politica, la capacità di fare gruppo con i colleghi di Civate, Malgrate, Valmadrera, Garlate, per soluzioni comuni, dal Covid alle piste ciclabili».

Lo sfogo e l’amarezza

Rusconi parla chiaro sui «motivi personali» alla base della crisi: «Spiace che, per quante ragioni abbiano, possano valere più della prospettiva di lavorare per il bene della propria comunità. Per questo, al di là degli schemi politici (e, peraltro, in una lista civica plurale) e anche per l’amicizia di questi anni, sento il dovere di un sostegno e di una solidarietà, consapevole delle difficoltà che vivono i sindaci, in particolare chi, come Montanelli, ha sul territorio una Rsa, quindi come e più degli altri affrontano duramente anche l’emergenza sanitaria».

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