Giunta di Como, 16 mesi  con tante ombre. E ora tutto fermo   Vota il nostro sondaggio
Como: la giunta comunale

Giunta di Como, 16 mesi

con tante ombre. E ora tutto fermo

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Mentre Forza Italia blocca l’Amministrazione ecco un primo bilancio del lavoro svolto dagli assessori

Più ombre che luci nei primi 16 mesi di lavoro della giunta di Mario Landriscina. La città di Volta finora non si è accesa. Nessuna scintilla e la crisi aperta da Forza Italia ora sta bloccando del tutto il motore dell’Amministrazione.

Tra le poche notizie positive di questa prima parte del mandato c’è l’accordo sulla Ticosa raggiunto con la società Multi per chiudere definitivamente le liti nei tribunali e poter ripartire con un nuovo progetto. Ecco perché l’unico assessore a strappare una sufficienza piena per ora è il titolare della delega all’Urbanistica Marco Butti, rimasto spesso dietro le quinte ma capace di aprire un canale con le associazioni di categoria e una parte della minoranza.

Non raggiungono il 6 gli altri assessori, tuttavia il percorso - risse nel centrodestra permettendo - sarà ancora lungo e il giudizio non può quindi essere definitivo. Molte promesse fatte da Landriscina in campagna elettorale o dai suoi assessori nei primi mesi di mandato e poi rimaste sulla carta, a partire dalla creazioni di parcheggi in piazza Roma (poche settimane fa la clamorosa retromarcia). La giunta è finita nella bufera, con tanto di ribalta nazionale, anche per l’ordinanza anti accattonaggio. E ha collezionato una serie di scivoloni clamorosi, dalla nomina del capo di Gabinetto poi ritirata per presunte irregolarità passando per la concessione del lido di Villa Olmo (stabilimento chiuso tutta l’estate) fino ad arrivare allo scandalo dei cimiteri senza manutenzione e al prolungato stop del forno crematorio. Il progetto per riqualificare i giardini a lago ha subito inizialmente uno stop e ora i lavori sono in ritardo, più lento del previsto anche il percorso che ha portato alla riapertura del parco di Villa Olmo, e finora non si è vita la sbandierata svolta in termini di attenzione nei confronti dei quartieri periferici. Persino aggiustare gli orologi pubblici della città si è rivelata un’impresa (è trascorso quasi un anno e mezzo prima di affidare l’incarico a un’azienda) e non si è riusciti nemmeno a riproporre il classico calendario di eventi estivi nelle piazze.


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