Gli abusi edilizi nel camping
Il giudice: «Il Comune sapeva»

Nella sentenza precisi riferimenti alle passate amministrazioni

I difensori della coop Sette Laghi: «Uno spiraglio per l’appello»

Sentenza camping, depositate le motivazioni: «In nove pagine lo spiraglio per l’appello», spiegano Alberto Zanzi e Fabio Ambrosetti, avvocati difensori della cooperativa Sette Laghi srl.

E non solo: il giudice estensore Anna Azzena chiama in causa le passate amministrazioni comunali di Azzate (non l’attuale che nel 2010 diede inizio ai controlli sfociati in un’inchiesta con condanna per lottizzazione abusiva): «La partecipazione, sia in forma attiva, sia in forma omissiva, delle passate amministrazioni a tale scempio esposto per decenni alla vista di tutti sul litorale di uno dei laghi a più elevato valore paesaggistico della provincia di Varese – scrive il giudice – È resa evidente dalle varie autorizzazioni rilasciate dal Comune agli utenti delle piazzole perché proteggessero, abbellissero e ampliassero le loro case-mobili o roulotte e dal rilascio di numerosi certificati di residenza a coloro che vi avevano stabilito la loro dimora abituale».

Il giudice rileva anche che gli amministratori comunali dovevano essere a conoscenza, attraverso sopralluoghi e incontri al camping, della rete fognaria edificata. «E questo – aggiungono Zanzi e Ambrosetti – È un ottimo spunto per l’azione civile che stiamo preparando in favore della Sette Laghi srl».

Sul piatto c’è già una richiesta di risarcimento di 15 milioni di euro nei confronti del Comune.

Sul versante penale ci si prepara all’appello: pronti a ribaltare la sentenza di primo che lo scorso 19 giugno vide il presidente del cda della Sette Laghi Alessandro Scandroglio condannato a un anno di carcere, e una condanna a sei mesi per gli altri quattro soci: Franca Brioschi, Maurizio Filippi, Stefano Sandoni, Tommaso Tancredi. Il giudice ha anche disposto la confisca dell’area.

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