Giovedì 23 Gennaio 2014

I cinghiali vanno in crisi per fame

Niente castagne, inverno senza cibo

Il cinghiale non trova un’adeguata alimentazione nei boschi lariani

Intere colonie di cinghiali che nell’ultimo decennio hanno provocato seri danni all’agricoltura di montagna devastando prati e pascoli, sembrano sparite dal comprensorio Intelvese. Ciò grazie soprattutto alla mancanza di castagne, alimento principale del cinghiale. Una buona notizia, dopo anni di lotta che ha visto impegnati in prima fila le associazioni di categoria, per il contenimento della popolazione del prolifico animale.

I cacciatori “preoccupati”

I primi ad avvertire il netto calo della presenza del suide in Valle d’Intelvi, sono stati gli stessi cacciatori. La notizia è stata confermata dal responsabile del settore caccia dell’amministrazione provinciale Marco Testa.

Produzione di castagne quasi nulla a causa del Cinipide ma anche abbattimento e prelievo di selezione sistematico. «Confermo che le motivazioni indicate hanno contribuito sinergicamente alla sensibile riduzione della densità della popolazione del cinghiale nell’Intelvese» dichiara Testa.

I danni causati dalla specie agli agricoltori si sono dimezzati nel 2013, rispetto al 2012, limitandosi a 5000 euro. Importo che risulta essere l’ammontare minimo registrato nell’ultimo decennio.

I capi prelevati nell’ultima stagione - prosegue Testa - ammontano a 290 e lo sforzo di caccia, inteso come numero di giornate di caccia in rapporto ai capi prelevati, è sensibilmente aumentato, a conferma di una notevole rarefazione della specie nel comprensorio.

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