Venerdì 27 Marzo 2009

I filmati del ciclismo
prima della televisione

MAGREGLIO Che anno quell’anno. Il Coppi sembrava un orologio svizzero dal naso appuntito, scivolava sull’asfalto, quasi lo bruciava, lasciando agli inseguitori catrame sciolto ad impantanare le bici e un lieve fumo pronto ad entrare nelle narici. Peccato non ci fosse allora la televisione a riprendere quei momenti, quei sussulti, quelle emozioni.
Nel 1952 l’Airone volava senza inseguitori sulle salite del Giro d’Italia. Per lui era la quarta cavalcata trionfale, un Coppi che giocava con gli avversari, grazie all’esperienza acquisita superando mille salite e in una forma inarrivabile. Un Coppi che ora, con diversi altri episodi del ciclismo tra gli anni ’50 e ’60, si potrà riscoprire al Museo del Ghisallo dove saranno conservati diversi filmati del periodo anche prima della televisione in Italia. 
Alla fine la classifica del Giro 1952 racconta di un Coppi primo, inavvicinabile e intoccabile con nove minuti su tutti gli altri, a seguire Magni e quinto Bartali a dieci minuti. Distacco amplissimo, e forse con la forma incredibile dell’Airone nel 1952 si può spiegare anche la foto divenuta leggenda, “catturata” da Carlo Martini al Tour de France 1952 quando Coppi passava, o riceveva, di giallo vestito, la borraccia da Gino Bartali.
Le immagini, e le emozioni, di quel giro e quel tour non rimarranno quindi solo nella memoria dei più anziani, si potranno rivivere in un luogo culto per gli amanti delle due ruote a pedale: il Museo del Ghisallo. Qui infatti è stata allestita una raccolta di filmati relativa alla storia del ciclismo. Comodamente seduti si potranno ammirare le sfide che hanno incendiato, soprattutto con il dualismo Bartali – Coppi, l’Italia intera.
I filmati storici sul ciclismo degli anni ‘50 e ‘60 sono disponibili al Museo del Ghisallo, e chi vuole può rivivere alcuni momenti andando a cercare i passaggi curiosi, o culto, delle maggiori competizioni ciclistiche di quegli anni.
Giovanni Cristiani

a.savini

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