Lunedì 05 Agosto 2013

Il cerchio magico e i suoi misteri

«Da qui i celti studiavano le stelle»

L’area del cosiddetto cerchio magico, a due passi dall’ospedale; presto sarà visitabile

Sull’ipotesi di antico utilizzo del grande cerchio di pietra dall’aura magica ritrovato durante gli scavi per la costruzione del nuovo ospedale Sant’Anna, si apre un dibattito tra Lanfredo Castelletti, palinologo( studia il polline e altri elementi biologici microscopici attuali e fossili).ex direttore dei musei civici di Como e docente di Ecologia ed archeologia alla Cattolica di Milano, e l’astrofisico Adriano Gaspani, responsabile del Centro di Calcolo dell’Osservatorio Astronomico di Brera, che ha ricostruito il modello di quello che si pensa fosse un osservatorio astronomico utilizzato dai Celti. Per Castelletti l’eccezionale ritrovamento nel cantiere del Sant’Anna non c’entra con le stelle e le osservazioni che gli antichi facevano della volta celeste.

Scoperte analoghe in Germania

Pronta la replica di Gaspani, che sostiene l’utilizzo del doppio cerchio litico del diametro di 68 metri proprio come osservatorio astronomico.

L’astrofisico propone due osservazioni, la prima di metodo, la seconda indirizzata al collega studioso. «Il grande cerchio ha sempre sofferto l’impedimento di uno studio fatto in maniera collaborativa con i diversi enti coinvolti dal ritrovamento - dice Gaspani - Inizialmente c’era un po’ di collaborazione che poi è andata scemando. Si potrebbe approfittare ora per rafforzare la collaborazione e il confronto mancati nella prima fase»,

Quanto alla critica mossa da Castelletti l’astrofisico commenta: «Ho grande stima di Castelletti, ma ciascuno deve fare il proprio mestiere, le opinioni sulla validità della significatività astronomica di quel sito andrebbero fatte da studiosi competenti in materia, non mi permetterei mai di discutere i lavori di palinologia. Comunque, ritrovamenti simili a quello di Como, ma risalenti a 4800 anni prima di Cristo (quelli del cerchio di pietra del Sant’Anna sono di circa 2500 anni avanti Cristo, ndr), sono stati fatti in Germania, vicino a Landau, alla confluenza tra il Danubio e l’Isar. Lì sono stati rinvenuti resti di megaliti di legno, quello di Como è più giovane ed è in pietra. Mentre in Turchia e India ,ad Hazaribagh, siti analoghi risalgono a 8000 anni prima di Cristo». Il grande cerchio di pietra, per Gaspani, pare inequivocabilmente legato al bisogno degli antichi agricoltori di conoscere e predire l’alternanza delle stagioni.

Luogo sacro come Stonehenge

«Che poi l’utilizzo di quella struttura fosse fatta dalla classe sacerdotale e fosse legata al culto ed alla mitologia della fertilità va da sé, tutte le costruzioni litiche circolari hanno una forma attribuita alle divinità, come lo erano l’orizzonte e i corpi celesti, perciò quelle strutture divennero luoghi sacri come Stonehenge. All’abbandono del sito le generazioni successive, memori della sacralità del luogo, utilizzarono il grande cerchio di pietra per seppellire i morti, da qui il ritrovamento delle tombe risalenti al V secolo». n

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