«SI POTEVA EVITARE?  LO DIRANNO I TECNICI»
La scena del disastro venerdì pomeriggio la scena sulla superstrada 36

«SI POTEVA EVITARE?

LO DIRANNO I TECNICI»

L’inchiesta Il procuratore capo non si sbilancia sulle cause del crollo
Sono stati ascoltati i dipendenti di Anas e Provincia, e l’autista del Tir

La Procura di Lecco ha iniziato l’opera di ricostruzione dei fatti: ieri gli agenti della Squadra Mobile, della Polizia stradale di Lecco e di Seregno hanno incominciato a sentire tutte le persone che hanno avuto un ruolo venerdì pomeriggio, quando il cavalcavia è crollato ad Annone sulla Super. Gli investigatori hanno sentito in qualità di testi il personale dell’Anas intervenuto alle 14 a seguito della segnalazione della caduta dei calcinacci, i dipendenti dell’Amministrazione provinciale ed è stato sentito anche l’autista del tir, il cittadino di nazionalità rumena Vasile Ciorei, il cui passaggio sul ponte è coinciso con il crollo. Al vaglio della Procura anche l’iter che ha portato all’autorizzazione del passaggio del carico eccezionale, con il permesso rilasciato dalla Provincia di Bergamo.

Numerosi elementi

L’inchiesta per omicidio e disastro colposi, coordinata dal procuratore capo Antonio Chiappani e affidata al sostituto procuratore Nicola Preteroti è all’inizio: i nomi delle persone iscritte nel registro degli indagati si sapranno solo nei prossimi giorni. Sono infatti molti gli elementi che i pubblici ministeri stanno valutando con un’attività che è stata delegata agli agenti della polizia di Stato e ai vigili del fuoco. Tra questi elementi anche il filmato diffuso da Anas che riprende la tragedia, il ponte, il tir e le auto coinvolte, che sono stati posti sotto sequestro una volta rimossi dalla Super. Se la tragedia si potesse evitare è una domanda alla quale procuratore il capo Chiappani non ha ancora una risposta: «Ora non sono in grado di dirlo. Lo stabiliranno i tecnici. Dovrà essere accertata l’incidenza del peso del camion e la resistenza della struttura: dovrà essere anche valutata la storia degli ultimi dieci anni di quel cavalcavia, perché sembra che abbia precedenti tormentati, con almeno altri due incidenti».

L’incidente del 2006

Nel 2006 un mezzo pesante con gru aveva agganciato il cavalcavia, danneggiandolo: il ponte era rimasto chiuso diversi mesi per permettere l’opera di riparazione a cura dell’Anas.

Da segnalare, infine, che ieri era presente anche un consulente della Procura di Lecco alle operazioni di rimozione del cavalcavia crollato. La presenza dell’esperto nominato dalla Procura serve affinché le operazioni di sezionamento del cavalcavia, che altrimenti non potrebbe essere spostato, non abbiano conseguenze sui reperti da analizzare per stabilire.


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