Sabato 28 Settembre 2013

Il dono di Lorenzo: grazie al nipote

don Claudio ora può sperare

Una recente immagine di don Claudio durante una gita in montagna

Adesso è ufficiale: il donatore per don Claudio Madasi ha un nome, è suo nipote Lorenzo, e c’è anche una data per il trapianto, lunedì 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario.

Si ravviva la speranza per il parroco di Casnate con Bernate la cui vicenda umana sta molto a cuore a tutti i parrocchiani. Il sacerdote, lo scorso mese di maggio, aveva dovuto fare i conti con una recidiva di leucemia, malattia che lo aveva già colpito nel 2010 mentre si trovava ancora missionario in Brasile.

Allora era stato costretto ad un rapido ritorno in Italia per curarsi e dopo un primo ciclo di chemioterapia le cose sembravano assestate e don Claudio, pur sotto controllo, guarito.

Purtroppo si trattava soltanto di calma apparente perché all’inizio di quest’estate il male si era di nuovo manifestato.

Immediato il ricovero all’ospedale San Raffaele di Milano e la consapevolezza, dopo i controlli di rito, che l’unica chance sarebbe stata il trapianto di midollo. Difficile però trovare un donatore compatibile, dopo l’esclusione del fratello Giovanni e la fallita ricerca a livello internazionale, alla banca mondiale del midollo.

Ora la svolta: un donatore è stato individuato in Lorenzo Madasi, nipote di don Claudio e figlio di suo fratello Giovanni. Lorenzo ha 21 anni e, in questi giorni è sottoposto a tutti i controlli per la preparazione alla donazione in favore dello zio.

«Quando si è colpiti così da vicino da fatti come questi - dice Giovanni Madasi - si diventa particolarmente sensibili al problema. La nostra famiglia, nel suo piccolo, sta tentando di dare il proprio contributo ed io, insieme a mia moglie, Lorenzo, la sua fidanzata Silvia e l’altro nostro figlio Filippo, siamo diventati donatori di midollo».

L’intervento è programmato per lunedì 7 ottobre, ricorrenza della Madonna del Rosario, molto cara a don Claudio e anche ai bernatesi. E proprio lui ha voluto mandare un messaggio ai suoi parrocchiani attraverso una lettera che è stata letta, in chiesa, a Bernate, nel corso della messa di domenica scorsa: «Il mio saluto è, innanzitutto, un ringraziamento cordiale. Dal giorno del mio primo ricovero so che perseverante è stata la vostra preghiera per me e ringrazio tutti coloro che mi fanno sentire la loro presenza con telefonate, messaggi e scritti».

Don Claudio ha anche voluto dare uno spaccato quotidiano di quest’ultimo periodo trascorso in ospedale: «Mi trovo da due mesi, prevalentemente solo, in una stanza da cui non posso uscire. Quando le forze e le cure lo consentono, cerco di vivere l’insegnamento di San Bernardo che ricercava la solitudine, con la sola eccezione della compagnia di Gesù durante le ore della giornata e con un pensiero a tutti coloro che ho conosciuto durante il mio cammino di vita e di fede».

E ha concluso con uno sguardo al futuro: «Imperscrutabili sono le vie del Signore ma noi dobbiamo accoglierle perché sono le vie scritte dal suo amore misericordioso».

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