Il dormitorio non c’è, vanno in Valmulini
Blitz per cacciare i clochard dall’autosilo

Le grate e il filo spinato voluti dal Comune di Como, non fermano sei somali

Il dormitorio non c’è, vanno in Valmulini Blitz per cacciare i clochard dall’autosilo
La grata realizzata a suo tempo dal Comune e divelta dai senzatetto
(Foto di Andrea Butti)

Como

Il dormitorio permanente non c’è, quello invernale tarda ad arrivare e così i senzatetto provano ad arrangiarsi cercando dove riescono un rifugio per trascorrere la notte. Sei cittadini somali, quattro dei quali in regola con i documenti, due con richiesta di asilo ancora in corso, hanno quindi deciso di tornare ad occupare gli spazi sotto l’autosilo della Valmulini, chiuso con grate e fil di ferro lo scorso anno da Palazzo Cernezzi. Ieri mattina tutti e sei sono stati sgomberati in un blitz voluto dal Comune, organizzato dalla polizia locale di Como, a cui hanno partecipato - per motivi di sicurezza - anche i poliziotti della Questura.

Sgombero di prima mattina

L’operazione di sgombero non è passata inosservata. Cinque auto della polizia, il furgone e le auto dei vigili, i mezzi di Aprica chiamati per “ripulire” la zona. Nelle prime ore della mattinata le forze di polizia si sono presentate all’esterno dell’autosilo di Csu costruito a servizio del vecchio Sant’Anna.

Da tempo al Comune era arrivata la segnalazione che alcuni senzatetto erano tornati ad occupare l’area esterna del parcheggio multipiano, nel punto dove in passato l’assessorato alla Sicurezza del Comune aveva fatto costruire grate e tirare il filo spinato per evitare accampamenti improvvisati.

I senzatetto, tutti cittadini stranieri - la zona tra Valmulini e via Pastrengo è frequentata soprattutto da somali - avevano divelto una delle grate volute dai nostri amministratori ed erano tornati ad occupare gli spazi al riparo dalla pioggia.

Tutti regolari

L’operazione è stata condotta in assoluta serenità: i sei - tutti giovanissimi - che si trovavano a dormire nel luogo “proibito” non hanno opposto alcun tipo di resistenza. Quattro sono stati identificati direttamente sul posto, perché in possesso del permesso di soggiorno, altri due sono stati accompagnati in Questura dove i poliziotti dell’ufficio immigrazione hanno accertato che avevano avviato le pratiche per la richiesta di asilo politico.

I vigili hanno poi deciso di formalizzare a carico di tutti e sei gli immigrati una denuncia a piede libero i sei somali per invasione di edifici e terreni.  

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