Martedì 05 Maggio 2009

Il giro del mondo in barca
ci provano due sposini

Phileas Fogg, protagonista del racconto di Jules Verne “Il giro del mondo in 80 giorni”, mise in valigia ventimila sterline e ne scommise altre ventimila con i compagni del Reform Club che dalle 20 e 45 del 2 ottobre, avrebbe completato il giro del mondo accompagnato dal cameriere Passepartout.
Michele Bondi e Lara Bubani non sono spinti da una scommessa, la loro motivazione è il mare e un’esperienza unica da vivere da soli, all’età di trent’anni, sulle rotte disegnate con un pennarello lungo la linea dell’equatore. Per loro nella valigia c’è un investimento folle, di centomila euro, per vivere quattro anni un sogno attorno al mondo. Geometra rappresentante di Bellagio lui - trent’anni - psicologa di Erba lei - trentuno anni - partiranno a settembre con una barca a vela.
«Volevamo scegliere una vita al di fuori dai canoni così apparentemente vincolanti della quotidianità. - spiega Lara Bubani -. Vogliamo vivere pienamente, fare esperienze significative alla scoperta di luoghi e persone, in completa armonia con la natura. Leggendo le imprese dei grandi navigatori sentiamo crescere in noi un richiamo del mare, che ci suggerisce di tentare questa strada, cambiando radicalmente la nostra vita».
Sembra la trama di un film, magari il Revolutionary Road nelle sale con Di Caprio, in cui marito e moglie vogliono mollare tutto per andare a vivere in Francia: «Noi non fuggiamo da nulla, vogliamo semplicemente provare questa esperienza, i nostri risparmi li abbiamo investiti tutti in questa avventura. Con cinquantamila euro abbiamo comprato una barca a vela di dodici metri, usata da sistemare. Per alcuni mesi tutta la famiglia si è impegnata nel lavoro, con l’aiuto e il supporto dei genitori di mio marito. Con la partenza a settembre 2009 lasceremo il lavoro, la famiglia, gli amici, la casa…  insomma tutto».
Il capitano – geometra di Coelacanthe, questo il nome della barca, sarà Michele Bondi: «La passione per la vela di mio marito è un’eredità paterna. Non c’è poi nessuna fretta nel viaggio, lo faremo con la massima tranquillità cercando di assaporare ogni momento».
Il percorso è già stabilito: «Partiremo dal Nord Italia, non abbiamo per ora ancora stabilito il porto, poi Gibilterra, Canarie, Senegal, Capo Verde, Brasile, Costa Rica, Panama, Polinesia, Nuova Zelanda, Australia, Thailandia, Sri Lanka, Madagascar, Sud Africa e il ritorno in mediterraneo».
Ma non avete timore nell’imbarcarvi in un’esperienza così impegnativa? «Paura ne abbiamo, ma c’è anche la voglia di mettersi in gioco. La barca trasporterà anche solidarietà, l’obiettivo è raccogliere fondi e materiali di prima necessità da portare in Senegal, Capo Verde, Brasile e Costa Rica. A questo progetto collaborano la Fondazione Greco - De Vecchi di Bellagio e il Circolo della vela Pescallo». 
I folli navigatori hanno creato un sito, con il nome della barca: www.coelacanthe.it.
Giovanni Cristiani

a.savini

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