Il killer delle piante è tornato a colpire

Cantù e Vertemate sorvegliate speciali

Il killer delle piante è tornato a colpire Cantù e Vertemate sorvegliate speciali
Il ramo di un albero devastato dal colpo di fuoco batterico

Il killer delle piante è tornato a colpire nella zona di Cantù, Vertemate con Minoprio, Cucciago e Cadorago.

Dalla scorsa settimana quattro aree circoscritte sono state dichiarate «contaminate» e sono scattate le misure obbligatorie disposte dalla Regione per bloccare il contagio sul nascere. Siepi, biancospini, piante da frutto come meli, peri, ciliegi e rosacee in genere, sono a rischio per la comparsa del fuoco batterico.

Conosciuta dagli esperti come “Erwinia amylowora”, è una malattia contagiosa praticamente incurabile che colpisce alcune specie vegetali attaccandone le foglie e intaccandole fino a far marcire i vasi linfatici; quando il batterio arriva al fusto per la pianta è la fine. La curiosità è che il batterio assassino di vegetali è conosciuto da oltre due secoli ed è arrivato in Lombardia da alcuni anni.

Ma nella nostra provincia risulta quasi una novità, almeno in via ufficiale: la prima comparsa della temuta infezione è stata accertata soltanto nel 2013.

Il provvedimento della Regione obbliga prima di tutto distruggere le piante infette e per nessuna ragione le altre piante che potrebbero esserlo vanno trasportate fuori dalle «aree contaminate», definite ognuna in un chilometro di raggio attorno al punto del focolaio. Nella zona di sicurezza non si possono nemmeno piantare le specie che potrebbero infettarsi nel periodo dichiarato di quarantena, a meno di una specifica autorizzazione del servizio fitosanitario regionale.

«È una malattia grave ma non deve spaventare perché è possibile controllarla - spiega Angelo Vavassori, agronomo e paesaggista comasco - però ci vogliono tempo e interventi precisi».

«A Como in effetti non era presente fino a poco tempo fa, è preoccupante soprattutto per le aziende florovivaistiche considerando che nella zona di Cantù e Mariano esistono realtà importanti».

E aggiunge: «Bastano una o due piante infette e si blocca tutto per le specie di piante interessate, e se l’azienda è specializzata per un mese si blocca il vivaio».

Le aree interessate

Venendo ai confini disposti per queste nuovi focolai, a Cantù l’area di sicurezza è delimitata a ovest dal confine comunale di Cucciago, a nord da via Adige fino a via del Carroccio all’altezza dell’incrocio con via Selvaregina e via delle Ginestre, a est da via Manni, via Murazzo, via Grassi, via Concordia, via Bastia, a ovest fino al confine comunale di Cucciago. A Cucciago il limite est è il confine comunale di Cantù, a ovest via Navedano e da via Leonardo da Vinci fino all’incrocio con via per Cantù, a sud via Vignee fino ad incrociare il confine comunale di Cantù, escludendo l’area boschiva Guzzafame.

A Vertemate con Minoprio l’area è delimitata a sud dal confine comunale di Cermenate fino all’incrocio con via stazione, via Risorgimento, via Piave fino ad incrociare il confine comunale di Fino Mornasco e Cadorago; l’area include il cimitero, via delle Vignette e delle Cassine, mentre è esclusa l’Abbazia.

A Cadorago il limite est è il confine comunale di Vertemate con Minoprio, quello ovest dalla località Burgorello (esclusa) e dalla Cascina Sant’Angelo (inclusa), quello sud dal confine della zona industriale Cascina Roncaccio (esclusa).

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