Il mandante di Guanzate

fu informato del delitto

Si fa sempre più stretto il legame tra la morte di Salvatore Deiana e l’atroce delitto di Ernesto Albanese, ucciso la scorsa primavera con decine di coltellate in un bosco di Guanzate e poi sepolto nel giardino di una casa in ristrutturazione in via dei Partigiani.

Dagli atti dell’inchiesta sulla scomparsa del quarantenne di Villa Guardia si scopre si scopre infatti che il mandante dell’omicidio Albanese, Luciano Nocera, 46 anni di Lurate Caccivio, venne prontamente informato della morte di Deiana. Pur non partecipando al delitto e neppure - almeno questo è ciò che emerge ad oggi - all’occultamento del cadavere, Nocera il 9 marzo di prima mattina ricevette la visita a casa di uno degli assassini. Il quale si sarebbe preoccupato di raccontare i dettagli dell’omicidio appena compiuto a Vertemate con Minoprio, chiedendo contestualmente un suggerimento su cosa fare del corpo. Il nome di Nocera non è solo l’anello di connessione tra la fine di Deiana e quella di Albanese a Guanzate, ma anche quel filo che unisce i due delitti al mondo della criminalità organizzata calabrese.

L’inchiesta - coordinata dal pubblico ministero Massimo Astori - sembra ben lontana dalla chiusura. Il fermo di Giuseppe Monti, infatti, non è il punto di arrivo dell’indagine, ma forse, paradossalmente, è soltanto quello di partenza. Che Monti non abbia agito da solo, infatti, pare non vi siano dubbi. La questione è: chi si trovava con lui quella notte? E chi l’ha aiutato a far scomparire il corpo di Salvatore Deiana?

Gli investigatori della squadra mobile, in queste settimane, hanno passato al vaglio tutte le conoscenze della vittima e, successivamente, dell’uomo di Bregnano fermato nei giorni scorsi per omicidio volontario. Da comprendere, inoltre, anche l’eventuale ruolo avuto da chi gestiva nel 2009 il locale pubblico ai lati della Statale dei Giovi, locale che ha nel frattempo cambiato non solo proprietari - pare almeno un paio di volte - ma anche nome.n


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