«Il turismo non sa vendersi
Meglio l’Alto lago di Como»

Andrea Camesasca, Confcommercio, analizza i dati d’agosto «Sempre più stranieri dai Paesi in cui ci facciamo pubblicità ma Como non sa ancora se vuole essere città di vacanza»

Como

A Como anche nella settimana di Ferragosto calano i turisti italiani, non gli stranieri che, invece, aumentano grazie anche a una capillare promozione che viene fatta dalla Camera di Commercio.

Ma, detto questo, la giornata di festa di oggi offre l’occasione per tracciare, con Andrea Camesasca, vicepresidente degli albergatori di Confcommercio, un bilancio ragionato della situazione turistica in città.

Secondo Camesasca, per portare sempre più turisti a Como serve solo agire. Non bisogna più discutere, ma fare una seria autoanalisi per capire se la città vuole davvero promuoversi nel ruolo di polo turistico, mentre l’alto lago le ha già bagnato il naso. L’albergatore, interpretando la situazione agostana delle presenze in città, traccia una mappa precisa della situazione.

Camesasca, come è andato il turismo d’agosto in città?

Non ci discostiamo molto dai dati che erano già emersi nel tavolo di concertazione della Camera di Commercio per il periodo gennaio-giugno e cioè un calo del 9% di arrivi italiani e un aumento di quasi 3 punti percentuali di presenze straniere. Per quanto riguarda gli stranieri, gli arrivi riguardano soprattutto turisti delle nazioni nelle quali abbiamo investito in promozione, soprattutto invitando giornalisti stranieri a conoscere la città e il lago (Francia, Germania, Inghilterra e Usa).

Ad oggi, questo è il modo migliore per farci conoscere, e che viene perorato come Camera di Commercio e assessorato provinciale al turismo. Inutile inventarsi progetti, è ora di fare.

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