«Io e il Presidente,
compagni di giochi»

Il ricordo del sindacalista Di Maria di Cantù: «Da bambini eravamo vicini di casa a Castellammare del Golfo»

Formidabili quegli anni. In occasione della sesta edizione della Selettiva (il concorso internazionale del Mobile), il 25 settembre 1965 a tagliare il nastro inaugurale nella sede del Cem di via Ginevrina Fossano, il ministro del Commercio con l’Estero, Bernardo Mattarella: padre dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio, oltre che di Piersanti, presidente della Regione Sicilia, ucciso a Palermo dalla mafia il 6 gennaio del 1980.

Chi ricorda la visita dell’allora ministro Mattarella a Cantù è Salvatore Di Maria, attualmente segretario dello Spi-Cgil di Cantù e compaesano della famiglia siciliana.

«Abitavamo nello stesso quartiere di Castellammare del Golfo - racconta - la mia famiglia viveva in una casa che si trovava di fronte alla casa dei Mattarella. Ci eravamo da poco stabiliti in Brianza quando il ministro del Commercio con l’Estero Bernardo venne a Cantù. Certo, ricordo l’orgoglio dei miei familiari per la presenza di un politico di livello nazionale nostro concittadino ed esponente del secondo governo Moro».

Ampio servizio su la Provincia in edicola giovedì 12 marzo

© RIPRODUZIONE RISERVATA