«Io papà di Olgiate, mia figlia in Perù  Ecco come la burocrazia ci divide»
L'architetto Foco con la figlia Carolina in Perù (Foto by Paola Mascolo)

«Io papà di Olgiate, mia figlia in Perù

Ecco come la burocrazia ci divide»

Può andare solo da turista

«Posso andare da mia figlia, ma solo grazie al visto turistico e in un anno posso fermarmi al massimo 183 giorni a Lima. Io voglio esserci, voglio crescere mia figlia. Chiedo che si intervenga diplomaticamente per chiedere al Perù di fornire maggiori garanzie ai genitori italiani che hanno figli residenti all’estero».

Quella di un architetto di 40 anni e della sua bimba nata nell’ottobre 2011 da mamma peruviana e residente a Lima, è una storia incredibile.

Andrea, per stare con sua figlia, ha un’unica soluzione: andare in Perù da turista contando i giorni in cui può stare con sua figlia.

«Il Perù separa forzatamente i bambini residenti dai loro genitori italiani, in violazione della convenzione Onu sui diritti dell’infanzia». La sua ex compagna vorrebbe che il padre della bambina la vedesse di più. Ma la legge glielo impedice.

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