Iss: «Contagi, l’indice rallenta  Ma l’Italia resta a rischio»
Silvio Brusaferro

Iss: «Contagi, l’indice rallenta

Ma l’Italia resta a rischio»

Il presidente dell’Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro : in quattro regioni misure di contenimento da anticipare

«L’incidenza è alta: 524 casi per 100mila abitanti nel periodo di sorveglianza che raccoglie dati di qualche giorno fa. Ci sono differenze tra regioni ma il nostro Paese eccede largamente soglia fissata a livello Ue». Lo ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa organizzata al ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia nella mattinata di martedì 10 novembre.

«La curva per la resilienza cioè impatto sui servizi sanitari sta crescendo e ci si avvicina a soglie di valori critici, in relazione al bisogno di rispondere ai bisogni di salute», ha proseguito Brusaferro, sottolineando che «la circolazione del virus è cresciuta in modo molto significativo in tutta Europa. Il nostro Paese eccede la soglia prevista da dati. L’ Italia è molto ricca di casi e la crescita è molto significativa, superiore ai 100 casi per 100mila abitanti. Le terapie intensive e i ricoveri in area medica mostrano una curva che cresce rapidamente vicino a soglie critiche».

«Oggi ci troviamo in una situazione di rischio alto con necessità di misure di mitigazione, cioè misure sociali per rallentare il virus. Fondamentali i comportamenti» prosegue Brusaferro. «Il flusso di indicatori è condiviso con le regioni, Iss e ministero, viene poi assemblato e analizzato. Quindi è un percorso articolato ma che garantisce momenti di validazione e condivisione». L’Italia «è un Paese a scenario 3 – ha spiegato –. Siamo a un Rt di 1.7, con un intervallo di confidenza di 1.5». Un Rt che «ha mostrato un rallentamento nella sua crescita ma per ridurre i casi dobbiamo portare l’Rt sotto 1». Tutte le regioni sono sopra Rt 1, in alcuni casi a 2, ha affermato ancora Brusaferro. «Tutti i sistemi vanno bene ma la battaglia per riportare l’epidemia a una dimensione sostenibile passano soprattutto dai comportamenti quotidiani di ognuno: mascherine, igiene e distanze sono la chiave di lettura per riportare la curva a dimensione contenuta».

«Riteniamo validi i dati della Campania ma approfondimenti sono in atto per cogliere aspetti che potrebbero completare una analisi che è in corso», ha precisato inoltre Brusaferro. «Sulla base dell’ultimo monitoraggio ci sono 4 regioni che vanno verso rischio alto e nelle quali è opportuno anticipare le misure più restrittive». In precedenza era stato sottolineato che 2 regioni hanno una occupazione dei posti letto sopra il 30%, 2 al 29%, ha affermato il presidente dell’Iss.

«L’indice Rt appare stabile, quindi l’accelerazione marcata è venuta meno e c’è decelerazione, frutto delle misure poste in essere. Ciò va letto in modo positivo e ci auguriamo e ci aspettiamo con il trascorrere dei giorni che i dati possano ulteriormente migliorare». Lo ha affermato il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli alla conferenza stampa organizzata al ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia. Il vaccino Pfizer «già nella fase preclinica aveva dato riscontri positivi in termini di immunità sterilizzante, che previene infezione, e l’immunità da malattia, cioè in termini di capacità di proteggere dalla malattia vera e propria», ha aggiunto Locatelli.

«C’è uno sforzo per cercare di dotare capillarmente il territorio nazionale di saturimetri, che devono diventare una sorta di secondo termometro per seguire il monitoraggio dei soggetti infettati che sono a domicilio e in questo contesto il ruolo dei medici di famiglia è fondamentale» ha proseguito Locatelli.


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