Lunedì 01 Luglio 2013

La caserma dimenticata

E’ vittima dell’austerity

Lo stabile di via Bellini che avrebbe dovuto diventare la nuova caserma dei carabinieri
(Foto by varesepress)

La Caserma dei Carabinieri di via Bellini non esiste più. O forse davvero non è mai esistita. «Lo avevamo detto in consiglio comunale tra le polemiche, ora l’ha confermato ufficialmente il ministero degli interni» rivela il sindaco Gigi Farioli, dopo che a Palazzo Gilardoni è arrivata una missiva del Viminale che rinuncia definitivamente ad ogni ipotesi di locazione per lo stabile costruito dai privati tra via Bellini e via Adua, che giace da anni in preda ai vandali e al degrado, in attesa di essere utilizzato.

Il progetto di trasferirvi la Caserma dell’Arma, che oggi ha sede negli angusti spazi concessi in affitto dalla Provincia di Varese in piazza XXV Aprile, è definitivamente tramontato.

Non ha retto alle politiche di “spending review”: troppi i 650mila euro di affitto chiesti, in base alla convenzione del 2001, dalla Firex, la società privata che si è sobbarcata l’onere della costruzione dell’edificio. Senza esito anche le trattative degli scorsi anni con il Comune e la Provincia, che prevedevano la cessione del palazzo agli enti pubblici attraverso una serie di permute immobiliari.

Ora il Comune è al lavoro («ma senza proclami» sottolinea Farioli) per trovare una soluzione che eviti l’instaurarsi di un contenzioso con il costruttore privato, che dopo la rinuncia del ministero ha chiesto all’amministrazione comunale di poter trasformare l’edificio in un condominio residenziale, per mettere a reddito l’investimento fatto a suo tempo con altre finalità. Entro la metà di luglio potrebbe già arrivare una prima risposta da parte del Comune alla proposta del privato.

Cambiare la destinazione?

L’edificio di via Bellini è stato costruito su un’area di proprietà comunale, concessa in diritto di superficie con la precisa finalità di realizzare un’opera di interesse pubblico come la Caserma dei Carabinieri.

Sulla “exit strategy”, in assenza di una soluzione bonaria tra le parti, il rischio è di arrivare ad un contenzioso tra il privato, che rivendica il diritto a chiedere il cambio di destinazione d’uso della struttura, previsto nella delibera votata dal consiglio comunale, e l’amministrazione, che potrebbe far valere una clausola della convenzione per ottenere la piena restituzione dell’area comunale di via Bellini, prevista in caso di mancata finalizzazione del progetto della Caserma. Alla fine una soluzione verrà individuata, accontentando tutti.

A rimanere senza soluzione sarebbe la situazione del comando dell’Arma dei Carabinieri, che da tempo meriterebbe una sistemazione più adeguata. Proprio mentre si avvia a conclusione l’altra storia infinita del Commissariato di Polizia di Stato.

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