Giovedì 23 Gennaio 2014

«La crisi anche sulle bollette

Pago meno perché lavoro poco»

Giuseppe Caggiano è il leader del movimento “Drappo Bianco” che protesta pacifica contro il fisco troppo assillante

«In quattro anni ho ridotto i costi per l’energia elettrica della mia ditta a un terzo, ma questo non è successo perché sono diminuite le tariffe o sono stato particolarmente bravo a risparmiare: accade perché non c’è lavoro e i macchinari non girano».

La crisi si legge anche dalla bolletta dell’Enel, parola di Giuseppe Caggiano, il marmista carughese leader del “Drappo Bianco”, il movimento di protesta pacifica contro un fisco eccessivamente invasivo.

«I numeri parlano chiaro: per il mese di dicembre del 2010 – racconta – ho speso 4.200 euro, l’anno successivo sono sceso a 3.600 euro e nel 2012 a 2.400 euro. Il dato più preoccupante è quello dello scorso dicembre perché ho ricevuto una bolletta da 1.600 euro». In questa contrazione dei costi, non c’è nulla di cui gioire: «Sono diminuiti i chilowatt consumati, non i costi per il servizio e questo significa solo una cosa: sto lavorando molto meno di prima». E come se non bastasse, «quest’anno ho dovuto chiedere di dilazionare il pagamento delle tasse».

Situazione che sta diventando sempre più difficile, per tutti: «Parecchi colleghi mi hanno confessato di essere stati costretti a chiedere dei prestiti in banca per riuscire a pagare le tasse e la mia impressione è che sarà sempre peggio».

Per questo rinnova l’appello a partecipare alla marcia di protesta che si svolgerà domenica 26 gennaio a Como: il ritrovo è fissato per le 15 in Porta Torre per poi sfilare in corteo sino in piazza San Fedele dove è previsto un momento di confronto.

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